09 settembre 2005 Strategie per acquisire nuovi clienti: come trasformare i propri sforzi in un successo con il Sale Funnel - PRIMA PARTE - A cura di Simone Lovati Il marketing concentra da sempre la maggior parte dei propri sforzi nel condizionare il mercato, cercando di convincere aziende e consumatori che i propri prodotti o servizi siano migliori della concorrenza. In un precedente articolo (“Lancio di un Nuovo Prodotto: come evitare “gli errori capitali”) ho parlato di quanto queste attività spesso si basino su una conoscenza del target limitata, oggi voglio spostare l’attenzione su un altro aspetto spesso trascurato: “non tutti sono già pronti ad acquistare!” Pensate alle vostre campagne pubblicitarie, ai cataloghi, ai mailing o ad altre tattiche come le sponsorizzazioni e gli eventi. Sono in grado da sole di generare domanda? La risposta è no! Possono essere, di contro, ottime opportunità per influenzare il futuro processo d’acquisto. Facciamo un esempio. Immaginate di commercializzare fotocopiatrici e di aver organizzato una campagna di telemarketing per acquisire nuovi clienti. Grandi sforzi si sono fatti sulla tattica, sulla composizione del questionario e sulla comunicazione dell’offerta, siete sicuri di aver lavorato bene, ma i risultati di vendita non sono stati quelli attesi. Perché?

06 settembre 2005 L'importanza dello spazio bianco Di Alina Teleanu Il valore dello spazio bianco: in un sito di brand ed in un sito informativo Lo spazio bianco, conosciuto anche come spazio negativo rappresenta lo spazio vuoto fra i vari paragrafi di testo e gli elementi grafici. Nonostante sia molto trascurato da certi designer, lo spazio bianco ha il suo valore ed è uno dei componenti chiave di un sito di successo. Qui dobbiamo sottolineare però la differenza fra un sito di brand e un sito informativo. Se in un sito informativo la presenza dello spazio bianco è quasi obbligatoria, un sito di brand non ha bisogno dello spazio bianco. Spesso il colore definisce un brand. Un sito di brand deve essere semplice, facilmente identificabile e ricordabile. Un sito di brand si deve differenziare da prodotti simili, deve attirare l'attenzione dell'utente e rimanere nella sua mente, creando un'esperienza emozionale positiva. Qual è il colore della Coca-Cola? Se guardiamo per esempio il sito: http://www.coca-cola.com/index1.html notiamo che non c'è spazio bianco ed il colore predominante è il rosso caratteristico che troviamo sull'etichetta della famosa bevanda. Questo può essere il più esauriente esempio di un sito di brand che non usa lo spazio bianco, perché non ne ha bisogno, ma ci sono anche altri tantissimi esempi: - http://www.nike.com/main.html -
06 settembre 2005 Il marketing d'interfaccia - l'interfaccia persuasiva Di Alina Teleanu Il ruolo dell'usabilità nel web "L'usabilità governa il web. Se un cliente non riesce a trovare un prodotto, non lo comprerà" diceva Jakob Nielsen, il 'guru' dell'usabilità nel suo libro: "Designing web usability". Qualche anno fa il concetto di usabilità era ristretto alla teoria di portare alla semplicità e alla comodità, di aiutare l'utente a trovare con facilità quello che cerca, di non essere invaso dal sentimento di frustrazione e smarrimento generato dalla difficoltà di accedere alle informazioni. Da un pò di tempo invece, l'usabilità inizia a svolgere un ruolo diverso, un ruolo più ampio, cioè quello di convincere ed incitare all'azione attraverso l'interfaccia. Perciò la teoria di Nielsen può essere adattata semplicemente in questo modo: se un cliente non riesce a trovare un prodotto, non lo comprerà, ma se un prodotto non riesce a far scattare nel cliente un impatto emotivo non lo comprerà lo stesso. Perciò oggi giorno possiamo dire di parlare di un nuovo tipo di usabilità, le regole sono le stesse, ma il concetto si sta sviluppando, sta cambiando. Questo succede qui come in tutti i campi, chi resta fermo muore, chi va avanti e cerca nuovi
05 settembre 2005 Google ed il monopolio dell'informazione: analisi di un motore di ricerca Di Jacopo Gonzales Sono infinite le discussioni che questo motore di ricerca sta generando, da tutti i punti di vista, rendendoci spesso inobiettivi e googleofili per il solo gusto di esserlo. Ormai che tu legga un giornale, accenda la TV, o vada su internet, Google è sempre lì. Non solo. Google è diventato un verbo, “to google” (almeno nello slang americano) sinonimo di ricerca e di motore di ricerca (il più grande del mondo) citato e definito da vocabolari ed enciclopedie di tutto rispetto, e questo basta a spiegare quanto penetrante sia la sua presenza nelle nostre vite. Credo che la ragione, il comune denominatore di tutto ciò, sia che Sergey Brin e Larry Page, due ragazzi ora poco più che trentenni, stanno rivoluzionando (se già non lo hanno fatto) l’informazione su scala mondiale ed il modo in cui questa vada concepita. E non accennano a fermarsi, in fondo perché dovrebbero farlo? Hanno iniziato in due con un “piccolo” motore di ricerca all’università di Stanford, arrivando ad avere oggi circa 4.200 dipendenti in tutto il mondo, oltre 100.000 server per gestire praticamente tutte le pagine web esistenti sul pianeta (per la cronaca abbiamo superato quota 8 miliardi di pagine), oltre al fatto che l’80% delle ricerche fatte online vengono fatte attraverso i suoi 100 ed oltre domini nazionali. Partiamo dalla
02 settembre 2005 Spam, Privacy e il Googlepolio Viviamo ancora in un periodo in cui criticare Google, per qualsiasi motivo, ci risulta difficile. La Microsoft – anche per motivi storici e ‘genealogici’ – è sempre stata nel mirino di anti-trust e di gruppi, più o meno organizzati, di ‘oppositori’; inutile dire che Microsoft ha effettivamente esercitato un forte monopolio in numerosi campi, ma è anche vero che per questo è stata ‘in parte’ punita e che di fatto il suo potere sta lentamente diminuendo (dall’uso di altri OS, a quello di altri browser etc, per non parlare del campo dei motori di ricerca dove, se non underdog, hanno comunque ancora molta strada da percorrere prima di essere definiti a buon diritto dei concorrenti ‘seri’ di Google). Tutti coloro che hanno avuto un pc ‘powered by Bill Gates’ hanno criticato almeno una volta la Microsoft; perché il pc ‘si pianta’, perché i programmi non sono ‘aperti’, per il suo prezzo eccessivo rispetto ai costi di produzione, per semplice invidia di uno degli uomini più ricchi e più ‘smart’ del mondo. Per Google questo non vale e per diversi motivi, alcuni chiari, altri meno evidenti. In primo luogo, Google è meno ‘one man’ - dipendente di Microsoft, almeno nell’immaginario comune. Per tutti, Microsoft=Bill Gates; la stessa cosa non vale per Brin e Page in relazione a Google. Google sembra essere infatti una realtà (società quotata in borsa e che capitalizza migliaia di miliardi di
01 settembre 2005 La Pubblicità nell'era digitale Di Maurizio Goetz Alcune riflessioni sul futuro della pubblicità digitale in un economia dell’attenzione The attention economy is a market place based on the idea that while information is essentially infinite, demand for it is limited by the working hours in a human day John Browsing e Spencer Reiss Encyclopedia of The New Economy Wired Marzo 1998. Immaginate di volere acquistare una buona miscela di tè, sono sicuro che l’ampia scelta offerta da un supermercato vi darebbe modo di trovare facilmente quella che preferite. Immaginate ora di entrare in un negozio specializzato, dove alla vostra richiesta di una confezione della pregiata bevanda ve ne vengano offerte 650 varianti; probabilmente tale disponibilità metterebbe a dura prova il processo di acquisto della maggioranza di voi, anche se qualche raffinato intenditore potrebbe non trovare la qualità che sta cercando. Se prendiamo in considerazione il World Wide Web, ci accorgiamo immediatamente che la quantità di risorse informative ( intese in senso lato) “pubblicate” in rete è immensa. Vi invito a verificare il numero di correlazioni che potete trovare su un motore di ricerca, selezionando la voce “tea” (utilizzando quindi il termine inglese). Siamo sicuri che l’aumento di informazioni disponibili contribuisca in ogni circostanza alla razionalizzazione del processo di acquisto di un consumatore? Stiamo superando l’economia dell’informazione, la
31 agosto 2005 Se il Marketing diventa "Umano" Di Andrea Fino Ricordo quando negli anni'80 comparvero i primi supermercati e tutti noi fummo attirati da questa novità che cambiò radicalmente il nostro modo di essere consumatori. I negozietti di quartiere, ormai diventati di famiglia, cominciarono una lunga ed inesorabile decadenza fino alla quasi totale scomparsa, se non nei piccoli centri in cui ancora qualche "pizzicagnolo" sopravvive. La reazione iniziale fu di sorpresa e curiosità e tutti noi cominciammo timidamente, ma non troppo, ad entrare in questi nuovi templi dell'acquisto. Qualche anno dopo l'apertura di questi supermarket ci fu il primo contatto con un nuovo modo di fare pubblicità impersonificato dai famosi e "fantomatici" 3x2. Ricordate? Compravamo tonnellate di cose convinti e felici, perchè comunque stavamo comprando bene risparmiando tanto. Ma piano piano cominciammo a capire che in fondo non era proprio così per diversi motivi: prima di tutto molte delle cose che compravamo non ci servivano, secondo questo risparmio non c'era in realtà perchè alla fine di tutto compravamo molto di più e quindi, dov'era il risparmio?. Pochi anni dopo comparvero i primi Ipermercati che, di fatto, sostituivano gli ormai obsoleti e costosi supermarket. In pochi anni un'altra novità! Centri molto più grandi che garantivano prezzi ancora più bassi, scelte più ampie e offerte a non finire. La platea fu tutta per loro, gli ipermercati. Ma poi, per non farsi
31 agosto 2005 Di nuovo insieme? E' ancora utile in pubblicità la separazione dei ruoli tra il centro media e l'agenzia creativa? Di Maurizio Goetz Consulente di Marketing Digitale Coordinatore Dipartimento di Marketing Digitale, Associazione Italiana Marketing La digitalizzazione del marketing favorisce l'incontro tra mondi oggi ancora troppo lontani: quello della pubblicità, del direct marketing dell'informazione e della formazione. Se tale processo sarà trasparente e saprà al contempo creare valore sia per i destinatari delle azioni di comunicazione sia per gli investitori il mondo del marketing e della pubblicità saranno protagonisti, nei prossimi anni, di una rivoluzione senza precedenti. - Maurizio Goetz, aprile 2005 Per troppo tempo il marketing è stato diviso in due aree, mass marketing e direct marketing. Questa divisione non ha più senso. I marketer dovrebbero ridefinire la loro disciplina in termini di conoscenza delle audience e non in termini di canali. Il termine Mass e Direct riflette il "come" ed il "dove" le azioni di marketing vengono indirizzate. Oggi conta più sapere "chi" sono i destinatari delle azioni di marketing e "cosa" il marketer sa dei propri clienti attuali e potenziali. La frammentazione dei media ha superato il concetto di canale e obbliga i marketers a conoscere meglio le proprie audience. Forrester Research - Audience Not Channel - Febbraio 2003 Agenzie di pubblicità in cerca di
31 agosto 2005 Se il Marketing diventa "Umano" - PRIMA PARTE - Di Andrea Fino Ricordo quando negli anni'80 comparvero i primi supermercati e tutti noi fummo attirati da questa novità che cambiò radicalmente il nostro modo di essere consumatori. I negozietti di quartiere, ormai diventati di famiglia, cominciarono una lunga ed inesorabile decadenza fino alla quasi totale scomparsa, se non nei piccoli centri in cui ancora qualche "pizzicagnolo" sopravvive. La reazione iniziale fu di sorpresa e curiosità e tutti noi cominciammo timidamente, ma non troppo, ad entrare in questi nuovi templi dell'acquisto. Qualche anno dopo l'apertura di questi supermarket ci fu il primo contatto con un nuovo modo di fare pubblicità impersonificato dai famosi e "fantomatici" 3x2. Ricordate? Compravamo tonnellate di cose convinti e felici, perchè comunque stavamo comprando bene risparmiando tanto. Ma piano piano cominciammo a capire che in fondo non era proprio così per diversi motivi: prima di tutto molte delle cose che compravamo non ci servivano, secondo questo risparmio non c'era in realtà perchè alla fine di tutto compravamo molto di più e quindi, dov'era il risparmio?. Pochi anni dopo comparvero i primi Ipermercati che, di fatto, sostituivano gli ormai obsoleti e costosi supermarket. In pochi anni un'altra novità! Centri molto più grandi che garantivano prezzi ancora più bassi, scelte più ampie e offerte a non finire. La platea fu tutta per loro, gli ipermercati. Ma poi, per non farsi mancare
31 agosto 2005 Di nuovo insieme? E' ancora utile in pubblicità la separazione dei ruoli tra il centro media e l'agenzia creativa? Di Maurizio Goetz Consulente di Marketing Digitale Coordinatore Dipartimento di Marketing Digitale, Associazione Italiana Marketing La digitalizzazione del marketing favorisce l'incontro tra mondi oggi ancora troppo lontani: quello della pubblicità, del direct marketing dell'informazione e della formazione. Se tale processo sarà trasparente e saprà al contempo creare valore sia per i destinatari delle azioni di comunicazione sia per gli investitori il mondo del marketing e della pubblicità saranno protagonisti, nei prossimi anni, di una rivoluzione senza precedenti. - Maurizio Goetz, aprile 2005 Per troppo tempo il marketing è stato diviso in due aree, mass marketing e direct marketing. Questa divisione non ha più senso. I marketer dovrebbero ridefinire la loro disciplina in termini di conoscenza delle audience e non in termini di canali. Il termine Mass e Direct riflette il "come" ed il "dove" le azioni di marketing vengono indirizzate. Oggi conta pi˜ sapere "chi" sono i destinatari delle azioni di marketing e "cosa" il marketer sa dei propri clienti attuali e potenziali. La frammentazione dei media ha superato il concetto di canale e obbliga i marketers a conoscere meglio le proprie audience. Forrester Research - Audience Not Channel - Febbraio 2003 Agenzie di pubblicità in cerca di un nuovo

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