05 ottobre 2005 Ottimizzare le pagine web per una migliore indicizzazione Non servono solo i meta tag, ma si devono ottimizzare anche le pagine web! Ecco piccoli trucchi che aumenteranno le tue possibilità di visibilità nei motori! a cura di Lorenzo Pascucci Fonte: www.webmasterpoint.org/ Poiché la maggior parte dei motori di ricerca non sono molto capaci a comprendere il significato generale d'una pagina, cercano gli indizi che possono contribuire a capire le parti più importanti. Soprattutto cercano gli indizi nelle prime 200 parole di testo alla vostra pagina ed esaminano i tag HTML specializzati a dare un significato alla pagina. Le modifiche per ottimizzare le proprie pagine * La modifica di titolo * Modifiche di enfasi del testo e dell' intestazione *La modifica di immagine

05 ottobre 2005 Il vostro lavoro non è ancora finito! Pensate di aver finito la vostra opera? Vi assicuro, che per rimanere tra i primi, non smetterete mai di lavorare sui motori! a cura di Lorenzo Pascucci Fonte: www.webmasterpoint.org/ Avete seguito tutti i nostri consigli. Avete creato l’opera maggiore, avete selezionato le parole chiavi adatte e le avete usate con grande abilità. Avete realizzato i vostri meta tag e ottimizzato le pagine web. Avete un nome di dominio ed avete segnalato le vostre pagine a tutti i motori ed indici importanti di ricerca. Dopo alcune settimane, arrivano i primi frutti! Le vostre pagine, grazie al vostro lavoro, compariranno tra i primi posti! Improvvisamente, un giorno, trovate il vostro sito sceso di molte posizioni!. O peggio ancora, è completamente sparito. Nessuna traccia rimane nei motori di ricerca! Oltre alla grande rabbia, dovreste capire che c’è stato un grande errore.
04 ottobre 2005 Realizzare un'opera di ranking Organizzare il proprio lavoro per effettuare una vera e propria opera di ranking per il vostro sito web. a cura di Lorenzo Pascucci Fonte: www.webmasterpoint.org/ Ci sono moltissimi motori di ricerca e non tutti funzionano allo stesso modo. Un fattore molto importante è che il sito web sia linkato su molti siti. Infatti, su più siti si viene linkati e più posizioni guadagnerai nella “classifica di una ricerca”. Quindi è sempre bene soddisfare questo requisito per avere dei risultati migliori. Non è necessario essere dei grandi esperti per avere buoni risultati, basta seguire le regole descritte in modo dettagliate in questa guida. Iniziamo subito con qualche accorgimento per le pagine web: - scrivi frasi facili da comprendere e di
04 ottobre 2005 I Meta Tag: cosa sono e come realizzarli I meta tag sono particolari linee di codice che devono essere inserite tra i tag HEAD e servono a "descrivere" alcune caratteristiche del sito. a cura di Lorenzo Pascucci Fonte: www.webmasterpoint.org - www.businessonline.it La modifica dei meta tag sono modifiche facoltative dell'HTML che sono incluse tra gli < HEAD > della vostra pagina. I meta servono per fornire informazioni supplementari su un una pagina web in una forma standardizzata che solo i motori possono leggere, ma che non è visualizzato da un browser. Ci sono dozzine di modifiche da fare ai meta, ma quelle più importanti sono la modifica di parole chiavi e della descrizione, che è il sommario corto della vostra pagina che il Motore di ricerca visualizzerà nei risultati di ricerca. Non tutti i motori di ricerca prendono in considerazione i meta. Perché? Alcuni webmaster, spesso, li usano per includere delle informazioni ingannevoli, tentanti di ingannare il Search Engine nel ritenere che la pagina tratti un determinato argomento invece di
29 settembre 2005 Viral Marketing (Virale): ADV e Marketing Creativo Di Alessandro Mirri L'inventiva e la creatività al servizio di liberi professionisti e aziende alla ricerca di visibilità e contatti per la propria attività on-line. Quali sono le nuove frontiere della pubblicità on-line creativa? Da metà giugno a questa parte qualcuno avrà ricevuto, sottoforma di newsletter o da parte di un amico, una e-mail contenente una curiosa animazione di una bocca femminile, che rimprovera in continuazione l'ipotetico fidanzato. Inutile cliccare ripetutamente sul pulsante "Falla smettere", la voce ricomincerà daccapo, finché, all'ennesimo tentativo, il misterioso messaggio viene svelato... Così inizia l'articolo frizzante ed incisivo Una fidanzata rompiballe è campagna virale per Parla.it postato su ninjamarketing.it da Mirko Pallera, ideatore e co-fondatore del progetto NinjaMarketing. Parla.it è una S.p.A. di proprietà del Gruppo France Telecom, uno dei principali operatori telefonici a livello globale. In Italia il nome Parla.it è spesso affiancato al mondo del VoIP: un terreno che ha permesso a questa società di penetrare il mercato italiano in aperta concorrenza con Telecom Italia. Come questa Grande Azienda, il cui patrimonio genetico è internet, internet e ancora internet, diverse altre Grandi stanno investendo sulla
16 settembre 2005 Registrar spamming: percezione o realtà? Di Jacopo Gonzales Questo articolo nasce dalla necessità di trattare, sotto una luce diversa, uno tra i temi più conosciuti: lo spam, o meglio ciò che l’utente può percepire come tale, ogni qualvolta viene mal guidato. Partiamo da un concetto di base: quando l’utente naviga in internet è a caccia dei suoi contenuti, riflesso dei suoi desideri. La bravura dei marketer sta nel riuscire a soddisfare quel desiderio in quello specifico momento, offrendo al consumatore ciò che egli cerca, sia che egli sia arrivato a noi attraverso un link o tramite uno dei tanti motori di ricerca a disposizione, sia che abbia digitato il nostro indirizzo nella barra delle Url. Il concetto non cambia. Forse molti di voi ignorano alcuni servizi che i big del contextual advertising hanno pensato per far guadagnare i Registrar di siti internet (eh già proprio quelli cui vi rivolgete voi) che hanno a disposizione una notevole quantità di domini parcheggiati. Cosa sono? Beh i c.d. parked domains sono in sostanza tutti quei domini che vengono acquistati
16 settembre 2005 Un 'porn marketer' è più bravo di Nielsen? Questo titolo potrà a molti sembrare eccessivo o semplicemente 'sbagliato'; a molti potrà sembrare invece solo provocatorio, teso a incuriosire il (potenziale) lettore. A mio parere c'è del vero in tutte queste ipotesi, ma c'è del vero anche nel titolo stesso. Il 'porn webmarketing' propriamente non esiste, così come non esiste il 'food webmarketing'; ciò a cui qui facciamo riferimento è quella 'scuola' (senza caposcuola) che l'industria della pornografia ha rappresentato e tutt'oggi rappresenta per tutto il web mondiale (con una particolare attenzione agli U.s.a., dove sia Internet sia l'industria del porno trovano la loro massima espressione). A questo proposito, prima di cercare di capire perché il 'porn marketing' è una cosa molto seria (leggasi scientifica ed economicamente rilevante), diamo uno sguardo agli 'hard data' che riguardano l'industria della pornografia mondiale (con breakdown sugli U.s.a e sul World Wide Web). Cominciamo col dire che l'industria pornografica mondiale genera circa 57 miliardi di dollari l'anno, in tutto il mondo, pari alla metà del prodotto interno lordo di una nazione come l'Italia, di cui 12 miliardi appartengono al solo mercato statunitense. Questo dato accorpato è divisibile in diverse sezioni (tutti i dati sono espressi in U.s. dollars). Video per adulti (sia VHS sia DVD) 20 MlD Servizi escort (maschili e femminili) 11
16 settembre 2005 La fine della semplicità come l'avvento dell'era digitale sta per cambiare le regole del marketing e per sempre... o forse no Di Maurizio Goetz Consulente di Marketing Digitale Coordinatore Dipartimento di Marketing Digitale, Associazione Italiana Marketing Oramai ho perso il conto del numero di volte che ho letto e riletto il bellissimo libro curato da Gianluca Bocchi e da Mauro Ceruti che si intitola “La sfida della complessità”. E’ un volume pubblicato nel 1985, ma incredibilmente attuale. Raccoglie diversi saggi di grandi pensatori come Edgar Morin Ilya Prigogine, Francisco K Varala, che riflettono su una realtà che cambia e che diventa sempre più complessa. Il primo saggio introduttivo di Mauro Ceruti si apre con questa citazione di San Giovanni della Croce: “Per raggiungere il punto che non conosci, devi prendere la strada che non conosci”. Mi sono sempre occupato di innovazione nei campi del marketing e nella comunicazione e ho cercato di seguire questa filosofia. Oggi le strade che non conosciamo sono numerose ma la maggior parte delle persone preferisce rimanere su quelle già tracciate. Il mondo si sta digitalizzando e sta diventando sempre più interconnesso e complesso. Abbiamo a nostra disposizione una quantità sempre maggiore di media, più scelte di contenuti, servizi, dispositivi di fruizione e un maggiore controllo nel modo in cui lavoriamo, ci informiamo, comunichiamo, impariamo e ci divertiamo. Se internet a banda
16 settembre 2005 I risultati della ricerca Eyetrack III: i siti web visti attraverso gli occhi degli utenti I siti web dedicati alle news esistono da più di 10 anni e gli editori e i designer si trovano ancora di fronte a molte domande che non hanno una risposta: “E’ efficace il layout della home page?” “Che effetti producono i “blurbs” (sottotitolo posto sotto il titolo nella home page) se confrontati con i titoli?” “Quando è utile ricorrere al multimediale?” “Gli annunci pubblicitari sono posizionati in modo da poter essere ben visibili agli utenti?” La ricerca di Eyetrack III presentata dal Poynter Institute, dall’Estlow Center for Journalism & New Media e dall’azienda Evertools potrebbe aiutare a rispondere a queste e ad altre domande. Occorre precisare che essa non fornirà le risposte immediate a queste domande ma combinando i risultati di Eyetrack III con altre misure già usate per gestire i siti web di news – prove di usabilità, sessioni di gruppo (“focus group”), analisi dei log – essi potrebbero fornire alcune direzioni per il miglioramento di nuovi siti web. Nella ricerca Eyetrack III sono state osservate per un’ora 46 persone mentre i loro occhi esploravano siti web dedicati alle news, creati specificatamente per questa prova, non erano quindi siti realmente esistenti. In questo articolo forniremo una descrizione di quanto abbiamo osservato. Prima di procedere ai risultati chiave dello studio, forniamo qualche
12 settembre 2005 Quanto deve essere lungo un nome a dominio? In questo articolo cercheremo di affrontare un tema a nostro avviso molto importante e, purtroppo, fortemente sottovalutato anche da grandi esperti di SEM (Search Engine Marketing) e SEO (Search Engine Optimization). Quanto deve essere lungo un nome a dominio? ‘Funzionano’ di più i nomi lunghi o quelli corti? I domini lunghi sono migliori per i motori di ricerca, ma peggiori per gli utenti? Queste domande comportano evidentemente la contaminazione tra l’arte (perché di questo si tratta) del naming (una nobilissma branca del copywriting e del marketing) e la tecnica del SEM-SEO. Abbiamo già affrontato questo tema precedentemente e quindi ci soffermeremo meno sulle caratteristiche che deve avere il nome a dominio di un sito e maggiormente sulle caratteristiche che debbono avere gli url (sì, è maschile...) delle pagine del sito stesso. Diciamo subito che per il nome a dominio ‘shorter is better’ e questo è oggi più valido che in altri tempi e per una semplice ragione che spiegheremo ora; prima della nascita di Internet, la decisione di che nome dare a una società, a un prodotto o a un servizio era certamente più semplice; in primo luogo perché nel mondo dell’offline ci possono essere migliaia di società con lo stesso nome e di fatto ci sono.

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