Tue 18 Oct 2005
18 ottobre 2005
Baby Boomers: ovvero marketing post-moderno
I politicanti ed i benpensanti di fine anni '60, guardando l'innumerevole e multiforme folla di ragazzi presenti a Woodstock per quello che sarebbe divenuto il più popolare free concert della storia, pensavano che quell'assembramento di giovani “sballati” erano il fallimento di quella società in pieno boom economico. Uomini, donne, bambini per cinque giorni avrebbero vissuto in una bolla atemporale, in un non-luogo, dove le usuali leggi della società civile non sarebbero esistite e le uniche regole erano dettate dalla grande madre terra, con l'alternarsi di pioggia, sole, vento e caldo asfissiante.
Sesso, droga e rock'n roll, questi gli unici fondamenti comuni a quel microcosmo di giovani. Nessun pensiero al futuro, al lavoro, alla programmazione. La vita era tutta nel momento stesso. Già il domani era troppo lontano. Peace and love l'unica politica condivisa, senza differenza di schieramenti. In quegli anni che vedevano gli stessi giovani presenti in quell'afosa spianata, marciare e lottare per le nuove conquiste della società civile: l'aborto, il femminismo, l'avversione alla guerra.
“Falliti” così i loro padri li etichettarono.
A distanza di quarant'anni quei giovani sono cresciuti ed a dispetto dei ben-pensanti (che alla luce dei fatti si potrebbero definire mal-pensanti) sono divenuti la classe dirigente della società attuale.
I capelli si sono notevolmente accorciati, la barba ed i baffi hanno lasciato il posto ad una rasatura impeccabile ed i vestiti stracciati di quei giorni al concerto sono divenuti dei completi blu con cravatta coordinata. Solo negli stati uniti sono 78 milioni, in Italia, stime alla mano, sono 15 milioni.