Fri 17 Feb 2006
L’importanza dei domini di terzo livello e le sottodirectory (parte 3).
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Utilità dei sottodomini nei siti multilinguePoniamo poi il caso che amministriate da anni il sito www.nomesito.com e che decidiate di estenderne l'attività anche in altre nazioni oltre a quella originaria (l'Italia). Se non utilizzate un sistema di IP country filtering , non di facilissima attuazione e comunque costoso, dovrete attivare un nome a dominio per ogni singola nazione (e lingua) di riferimento; il sito francese si chiamerà www.nomesito.fr, il sito tedesco www.nomesito.de, il sito inglese www.nomesito.co.uk e così via. Ma poniamo che questi nomi a dominio non siano più liberi o che non siano più liberi anche solo uno o solo alcuni di questi nomi a dominio. Che fare? La risposta è semplice: creare dei sottodomini in cui l'estensione sia posta all'inizio dell'URL. Il sito francese si chiamerà dunque http://fr.nomedelsito.com , quello tedesco si chiamerà http://de.nomedelsito.com e così via. Utilizzando semplicemente dei sottodomini, si aggira l'ostacolo rappresentato dall'impossibilità di comprare dei country domain perché già utilizzati; tenete inoltre conto del fatto che normalmente le estensioni nazionali (.fr, .de, .co.uk, co.jp etc) non possono essere comprate da cittadini o società che non risiedono in quello Stato. Con i sottodomini, questo problema viene cancellato, oltre a evitare di spendere centinaia di Euro per l'acquisto dei singoli nomi a dominio esteri. Nessuna difficoltà di realizzazione Per chi non fosse già sufficientemente esperto nell'amministrazione dell'hosting del proprio nome a dominio, ricordiamo che non è affatto difficile creare dei sottodomini , anche se è leggermente più complesso che creare delle sottodirectory. Per creare dei sottodomini bisogna intervenire sui DNS (