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13 aprile 2005 Che cos'è il pagerank? Che cosa determina il valore di un link? Abbiamo detto che non tutti i link hanno lo stesso peso; ma che cosa ne determina il peso? I fattori, come sempre quando parliamo di algoritmi di motori di ricerca, sono molteplici.    1) pagerank del sito linkante    2) diluizione del pagerank proporzionato ai link in uscita (outbound link) dal sito linkante    3) attinenza dei contenuti del sito linkante con i contenuti del sito linkato    4) presenza di un anchor text attinente sul link Il primo punto è chiaramente di grande importanza; un inbound link di un sito acquista importanza in ragione del pagerank della pagina da cui proviene; se il sito linkante ha PR = 0, possiamo stare certi che non avrà alcun influsso positivo sul posizionamento del
13 aprile 2005 Che cos'è il pagerank? La variabile spam C'è un altro fattore da valutare quando si cerca di attribuire un 'valore' a uno o più link in entrata. Se la compravendita di link è un fenomeno 'dannoso' per la 'purezza' degli algoritmi di Google, altrettanto può dirsi per il fenomeno dell'artificial linking, ovverosia della creazione e pubblicazione di siti che linkano a un 'destination site'. Questa pratica è molto diffusa, ma i SEO che la applicano si sono già resi conto che non è affatto efficace e per un semplice motivo: è difficile far sì che questi siti linkanti abbiano pagine con un pagerank superiore a 2 e questo per ovvi motivi; perché abbiano un pagerank superiore bisognerebbe farli linkare da siti esterni e quindi il problema si riverbera all'infinito in un circolo vizioso. C'è però da dire che, al contrario di quello che si sentiva dire qualche mese fa, non c'è rischio che questi link 'artificiali' danneggino il pagerank o comunque il posizionamento delle pagine linkate e questo per un semplice motivo; potrebbe accadere che un competitor linki un sito con dei siti 'artificiali' solo per danneggiarlo. Per evitare questo, Google (e - presumibilmente -
13 aprile 2005 Che cos'è il pagerank? Sono ormai tanti anni che i webmaster di tutto il mondo si sforzano di far crescere il pagerank dei propri siti. Anzi, è ormai diventato così un 'must' che molti non si ricordano nemmeno di che cosa si tratti effettivamente, attribuendogli spesso meriti o demeriti che invece non gli appartengono. In questo articolo non daremo dei particolari insider per riuscire a far crescere il pagerank del proprio sito web, quanto piuttosto cercheremo di ricapitolare e di spiegare quanto più chiaramente possibile quali ne siano le caratteristiche (e funzioni) principali. Cominciamo con una curiosità: il pagerank riguarda il 'rank' (anche 'peso', 'forza') di una pagina web, ma non vi è dubbio che il suo nome sia stato in buona parte determinato dal cognome del suo inventore: Larry Page (co-founder di Google). Chiusa questa curiosa parentesi e prima di analizzare nel dettaglio il 'concetto' di
08 aprile 2005 La scarsa fidelizzazione dei motori di ricerca. Una speranza concreta per Yahoo e MSN Nel mese di Febbraio, Nielsen/Netratings ha pubblicato un'interessante analisi in merito all’utilizzo dei motori di ricerca. Il dato in assoluto più interessante è l'estrema volatilità di search engine user. Google, come ampiamente previsto, risulta il motore di ricerca più utilizzato in assoluto e raccoglie quasi il 50% di tutte le query (ricerche) effettuate. Lo studio ha però rilevato che il 58% degli utilizzatori di Google utilizza 'contestualmente' anche gli altri due player internazionali nel campo della ricerca in Internet: Yahoo e MSN. Anche molti fra gli utenti di Yahoo e di MSN - ovviamente - utilizzano altri motori di ricerca; il 71% degli utenti di Yahoo utilizza infatti almeno uno degli altri due motori di ricerca; una percentuale quasi invariata per quanto riguarda MSN (70%).
26 marzo 2005 Over-optimization: mito o realtà? Come sempre, ciò che conta per Google è la 'naturalezza'; la regola aurea è (in teoria) quello di non fare nulla per l'indicizzazione che non si sarebbe fatto se i motori di ricerca non esistessero; una teoria che è certamente di difficile attuazione, ma che ha una logica fondata. Torniamo dunque ai link. Se è vero che un sito è tanto meglio posizionato quanto più (e meglio) è linkato, è anche vero che questi link non debbono apparire 'artificiali' agli occhi dello spider (di Google o di altri motori di ricerca). Uno dei possibili fattori che può determinare l'artificialità dei link è il timing di linking; se un sito appena nato o comunque appena indicizzato da un motore registra un improvviso aumento dei link in entrata (inbound link), è probabile che questo venga visto come 'attività artificiale'; è infatti improbabile che in un breve range temporale lo stesso sito sia linkato contemporaneamente (e 'naturalmente') da molti siti. Il linking e/o il crosslinking naturali tipicamente richiedono molto tempo perché inizialmente sono pochi i siti disposti a linkare siti che sono nati da poco, che non hanno una storia etc. Un altro fattore
26 marzo 2005 Over-optimization: mito o realtà? Da qualche tempo a questa parte si sente parlare di over-optimization in relazione a pratiche di SEO. Inutile dire che questo concetto è legato per lo più a Google, che - nonostante gli sforzi profusi negli ultimi mesi/anni da MSN e Yahoo - è a tutt'oggi la più grande 'fonte' di visite per qualsiasi sito web che abbia un traffico 'engined'. Prima di capire se effettivamente esista questa over-optimization, vediamo di chiarirne il concetto. Come dice la parola stessa, l'over-optimization è una 'eccessiva' ottimizzazione; per ottimizzazione si intende quell'attività volta a migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente e allo stesso tempo l'attività di spidering e di indicizzazione dei motori di ricerca. E' bene subito chiarire che per ottimizzazione si debbono intendere quelle attività "white hat", ovverosia consentite, e non quelle "black hat", ovverosia di vero spamgine. Attività tipicamente di spamgine sono l'utilizzo di font dello stesso colore del background, utilizzo di font troppo piccoli per essere letti da un navigatore etc. In questo articolo presupponiamo che le attività di "white" optimization siano conosciute e le citeremo solo come esempi nell'analisi della possibilità
25 marzo 2005 Comprare i links conviene? Quanto costa un link? Uno dei modi per ovviare questo problema (decidere un “fair price”) è quello di affidarsi a dei ‘professionisti’ della compravendita di link. Questa scelta comporta sicuramente dei vantaggi; in primo luogo, il (potenziale) cliente non ha il problema di seguire direttamente la trattativa con il venditore, non ha il problema di passare da un sito all’altro in cerca di qualcuno che sia disposto a vendere i propri link. Anche la standardizzazione del prezzo è sicuramente un vantaggio e infine c’è la ‘sicurezza’ che una volta effettuato il pagamento il link venga posizionato e mantenuto per il tempo pattuito. Veniamo quindi ai prezzi. Diciamo subito che i prezzi sono calcolati al mese; di fatto i link non si comprano, ma si… affittano. La variabile più grande per decidere in prezzo di un link è il suo PR (Page Rank); si tratta di un valore valido solo per Google, ma dal momento che Google distribuisce a tutt’oggi più del 90% dei click dai motori di ricerca, possiamo dire che questo parametro ha un valore universale; inoltre, è probabile che un sito
25 marzo 2005 Comprare i links conviene? (Quasi) tutto può essere comprato. Questo vale anche per il mondo del World Wide Web. Fino a poco tempo fa si vendevano siti, hosting, software etc. Da qualche tempo a questa parte, si vendono anche… link. Avere dei link in entrata (inbound link) verso il proprio sito è ormai considerato da tutti fondamentale per migliorare il posizionamento del proprio sito. I link in entrata sono come dei ‘voti’ che fanno aumentare il ‘giudizio’ sul proprio sito; più voti in entrata, migliore il giudizio del sito, migliore il suo posizionamento nei motori di ricerca e quindi più clicks dai motori. Non entreremo qui nel dettaglio dei motivi che hanno fatto decidere i responsabili dei principali motori di ricerca di attribuire grande importanza agli inbound link; prendiamo semplicemente questo come un dato di fatto e analizziamo qui brevemente se conviene acquistare dei link on line. La nostra tesi è che non sia molto conveniente acquistare link e questo per un motivo di efficienza: acquistare link conviene,
22 marzo 2005 Perchè usare altri motori di ricerca se abbiamo Google? Detto questo, e riconosciuto che attualmente il motore di ricerca migliore al mondo è Google, possiamo altrettanto pacificamente affermare che la lotta dei tanti Davide nei confronti di questo immenso Golia è più che giustificata e per un motivo molto semplice: i vari MSN, Yahoo, Askjevees etc. non pensano di ritagliarsi una piccola nicchia (questo sarebbe un business plan fallimentare e non efficient da un punto di vista squisitamente economico, calcolando le spese di start-up e di mantenimento di un motore di ricerca), ma pensano di 'uccidere Golia' ovverosia, sapendo che nel World Wide Web esiste spazio per un solo leader (posto che è possibile 'sopravvivere' anche per chi leader non è), tutti questi motori di ricerca vogliono essere leader'; e, con la stessa facilità con cui abbiamo riconosciuto che è impossibile avere più di un player dominante nel mercato dei search engine, possiamo affermare che battere Golia non è affatto impossibile. Vi ricordate di Altavista? Sei anni fa nessuno avrebbe mai pensato che ci sarebbe stato un motore di ricerca che lo avrebbe surclassato (parliamo in termini di utilizzo da parte dei surfer), Altavista era IL motore di ricerca. Altavista è stato venduto qualche anno fa a Overture, che a sua volta è stato
22 marzo 2005 Perchè usare altri motori di ricerca se abbiamo Google? Molti analisti statunitensi si stanno facendo in queste settimana questa domanda. In sostanza: ha senso per società di Internet dare vita o migliorare il proprio motore di ricerca se esiste già un motore che soddisfa le esigenze dei searcher di tutto il mondo? Il motivo di questo dibattito è facilmente individuabile. Negli ultimi mesi c'è molto fermento nel mondo dei motori di ricerca. L'anno scorso Yahoo aveva annunciato la propria 'autarchia' da Google e aveva lanciato il proprio spider e qualche settimana fa Bill Gates in persona aveva scritto una lettera ai navigatori in cui auspicava sorti felici per il nuovo spider realizzato da MSN che pare abbia coinvolto duecento engineers in U.s.a. Attualmente stanno circolando negli Stati Uniti delle teorie secondo le quali questi tentativi (di Yahoo, di MSN, ma anche di Askjevees e di Amazon) di 'combattere' lo strapotere di Google siano velleitarie. A mio parere si tratta di teorie completamente prive di fondamento e per diversi motivi.

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