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Abbiamo visto l'importanza del nome a dominio per una buona indicizzazione e un buon posizionamento di un sito, ma – come già detto – i siti vengono indicizzati e posizionati per pagine web. Nei risultati di ricerca di un search engine non sono presenti “siti”, ma “pagine di siti”. Ogni pagina ha ovviamente un indirizzo web (un URL) differente dall'altra. Ma come debbono essere compilati questi indirizzi? Come debbono essere scritti? In questa lezione cercheremo di mostrare come debbono essere scritti questi URL, puntando l'attenzione su un argomento molto importante, ovverosia la differenza fra i sottodomini e le sottodirectory.Qual è la differenza fra un sottodominio e una sottodirectory? Una sottodirectory appare così : http://www.nomesito.com/rastrelli.html Un sottodominio appare così : http://rastrelli.nomesito.com E' evidente che un sito che abbia più di una pagina deve avere, oltre alla home page, delle sottodirectory o dei sottodomini in cui inserire il contenuto delle proprie pagine.Cercheremo di dimostrare che scegliere i sottodomini invece delle sottodirectory è una soluzione migliore e non solo per motivi di ottimizzazione e indicizzazione di un sito. I sottodomini vengono 'visti' prima E' nota l'importanza di avere, nell'URL del sito, delle parole-chiave attinenti con il contenuto della pagina. Questa premessa è a monte rispetto a qualsiasi considerazione in merito ai sottodomini e alle sottodirectory. Le pagine di un sito possono essere nominate in qualsiasi maniera, anche con un semplice numero o con un codice, ma si tratta senza dubbio di uno 'spreco' di possibilità, sia in termini di indicizzazione del sito nei motori di ricerca e nelle
La semplicità ‘paga'. Su questo non c'è alcun dubbio. Il fatto che spesso si trovino domini ‘astrusi' meglio posizionati su alcune keyword rispetto a domini come quello di cui sopra è dovuto semplicemente al fatto che le due pagine hanno per il motore di ricerca un peso ‘diverso'; possono essere linkate diversamente, possono avere contenuti diversi, possono essere scritte diversamente (la ‘pulizia' dell'html è sempre più importante, come vedremo) etc. Quindi non bisogna farsi ingannare da ‘evidenze empiriche' e fuorvianti.Il nostro consiglio è quindi quello (ancora valido nonostante molti dicano che non lo sia più) di scrivere gli indirizzi interni di un sito in maniera comprensibile per un motore di ricerca, attinente ai contenuti del sito (se la pagina non parla di mazze da baseball usate ma di confetture all'albicocca, quell'indirizzo sarà ‘controproducente') e di immediata comprensione anche per un navigatore (quindi: per la ‘macchina' e per ‘l'uomo') . E' bene infatti sottolineare il fatto che l'utilizzatore di un motore di ricerca (il ‘ searcher ') sta diventando sempre meno distratto. Se un tempo si cliccavano ‘automaticamente' il primo o i primi risultati di una qualunque query , adesso si fa più attenzione sia al titolo sia alla descrizione sia all'indirizzo stesso e, dal momento che normalmente accedono a un sito più utenti da pagine secondarie rispetto che dalla home page (parliamo qui di accessi attraverso motori di ricerca, ovviamente), è evidente che questi url debbano immediatamente far capire all'utente di che cosa tratta la pagina. Alcuni sostengono che indirizzi troppo ‘perfetti' (come ne caso
Molti ancora si chiedono se è meglio separare le parole contenute all'interno di un nome a dominio con dei ‘trattini'. C'è da dire che negli ultimi tempi le cose sono cambiate e molti si sono accorti che mettere dei trattini non è affatto sempre conveniente. La ‘moda' dei trattini nacque insieme con la credenza (di fatto sostenibile) che i motori di ricerca privilegiassero i domini che separavano le parole con dei trattini, nel caso in cui queste parole fossero cercate in una query del motore di ricerca. Quindi, se un searcher avesse cercato su un motore di ricerca: “o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”, l'idea era che sarebbe stato privilegiato questo dominio “o-mangi-questa-minestra-o-ti-butti-dalla-finestra” piuttosto che questo “omangiquestaminestraosaltidallafinestra”. Forse una volta le cose stavano effettivamente così. Adesso non più. Per non parlare del fatto che sono sempre più rari i ‘keyphrase-domain” che possano avere una qualche utilità economica . Anche in questo caso, i migliori domini sono tutti stati già occupati, o da società che si occupano effettivamente dell'argomento in questione (per esempio: “mutuixonvenienti, finanziamentilavoro, vacanzemontagna, trovareimpiego, etc.) o da società che si occupano di ‘occupare' i domini e poi di rivenderli a chi si occupa o si vuole occupare di quel business (una pratica nata agli albori di Internet e che continua ancora oggi). La tendenza più recente è quindi quella di non puntare eccessivamente alla ‘semanticità' del dominio di secondo livello, quanto piuttosto di dare vita a un ‘bel' nome a dominio, con tutte le caratteristiche tipiche dei ‘bei nomi', nati
In questa lezione, cercheremo di affrontare un tema a nostro avviso molto importante e, purtroppo, fortemente sottovalutato anche da grandi esperti di SEM ( Search Engine Marketing ) e SEO ( Search Engine Optimization ). Quanto deve essere lungo un nome a dominio? E' meglio avere un nome a dominio lungo o corto? I domini lunghi sono migliori per i motori di ricerca, ma sono meno graditi agli utenti? L'argomento è molto interessante perché mette in comunicazione le tecniche di ‘naming' (quale nome dare a prodotti, società e servizi) e quelle di SEO ( Search Engine Optimization ) e SEM ( Search Engine Marketing ). Diciamo subito – come già spiegato in una precedente lezione - che per il nome a dominio, la brevità è senza dubbio una grande qualità. e questo è oggi più valido che in altri tempi e per una semplice ragione; prima della nascita di Internet, la decisione di che nome dare a una società, a un prodotto o a un servizio era certamente più semplice; in primo luogo perché nel mondo dell'offline ci possono essere migliaia di società con lo stesso nome e di fatto ci sono. Quanti TecnoLab ci sono al mondo? Migliaia. Ma quanti TecnoLab.com ci sono al mondo? Soltanto uno, perché – per forza di cose – i domini debbono essere univoci. Il primo problema che deve quindi affrontare chi dà vita a un nuovo sito-società è quello di trovare un nome a dominio disponibile, una cosa sempre più difficile ovviamente col passare del tempo; l'ICANN ha
Pochi ancora oggi sanno quanto può essere importante il nome del proprio sito web e per nome intendiamo il nome a dominio di secondo livello; per esempio: Google.com, Yahoo.com, Html.it, sono tutti nomi a dominio di secondo livello (i domini di primo livello sono .com, .net, .biz etc) e una scelta ragionata di un nome a dominio può essere veramente un fattore discriminante per decretare un maggiore o minore successo di un sito web.I motivi per cui bisogna prestare molta attenzione nella scelta di un nome e dominio sono diversi e possono essere ‘racchiusi' nei seguenti: •  un nome a dominio deve essere ‘attraente' per l'utente e quando dico attraente intendo dire che deve avere il minor numero di difetti.•  un difetto grave (tranne poche eccezioni da ‘ marketing studies ') è l'eccessiva lunghezza ; •  un difetto grave è la difficoltà di memorizzazione (che spesso prescinde dalla lunghezza); •  Un difetto grave è la possibilità di mistyping , ovverosia la possibilità di non ricordarsi il modo in cui si scrive il nome a dominio, pur noi ricordandoci benissimo il nome. Tipici sono i casi degli inglesismi per nomi a dominio italiani (la doppia o che si legge u) oppure dell'inserimento di numeri (just4you), o ancora l'inserimento di trattini (just-for-you). •  Un difetto grave è la mancata presenza nei principali domini di primo livello (i ‘suffissi: .com, .it). Acquistare un dominio con suffisso .biz può essere una buona idea ma solo se già si è proprietari dell'estensione .com . In caso contrario gli utenti che
La differenza fra i motori di ricerca e le directory (prima parte) La conoscenza della differenza fra un motore di ricerca e una directory è fondamentale per chiunque voglia migliorare la visibilità del proprio sito o sei propri siti in rete.Molto spesso, alcune directory vengono definite ‘motori di ricerca' e altre volte anche alcuni motori di ricerca vengono definite ‘directory'. La differenza principale è tecnica, ma questa differenza tecnica ha ovviamente delle ripercussioni importantissime in fase di indicizzazione (termine usato preferibilmente per i motori di ricerca) o di inserimento (termina usato preferibilmente per le directory).Che cosa è una directory?Una directory non è altro che un sito web che distingue, raccoglie e descrive altri siti web . Yahoo per esempio nasce come directory, anche se è sempre stato chiamato da molti ‘motore di ricerca' e questo perché la finalità dei motori di ricerca e delle directory è la medesima. (da qui nasce quindi la confusione). •  dal lato dell'utente, permettere un facile reperimento dei siti utili alle sue esigenze.•  dal lato del cliente, fare sì che il proprio sito o i propri siti siano visibili il più possibile nel World Wide Web – che conta ormai decine di miliardi di pagine – e non solo, che sia visibile per delle specifiche ‘parole-chiave' o ‘frasi-chiave' e non genericamente per utenti che potrebbero anche non essere interessati ai prodotti e/ ai servizi del sito o dei siti pubblicizzati (il traffico ‘generico' non è infatti considerato più per nulla interessante, ma rappresenta spesso solo una spesa in termini di
Chi usa Internet usa i motori di ricerca; i dati internazionali parlano di circa un 95%, ma ritengo che siano stime per difetto, è, infatti, inimmaginabile navigare il Web senza usare (anche ‘accidentalmente’) un motore di ricerca. Lo stesso non si può dire di tutti gli altri ‘tipi’ di siti; i portali, i market place, gli e-mall, le pagine bianche, gialle e via dicendo. I motori di ricerca sono il ‘cuore’ del web, perché chi naviga lo fa per cercare (prima di comprare o prima di non comprare, prima di sapere o di non sapere) e il modo più semplice per trovare ciò che ci importa è (attualmente) quello di usare un motore di ricerca. Allo stesso tempo, i motori di ricerca sono anche il ‘cuore economico’ di Internet perché i motori di ricerca sono stati riconosciuti, ormai da molti anni, come lo strumento più efficace ed economico (anche se non l’unico) per trovare nuovi clienti, per fidelizzare i vecchi e per recuperare quelli che si sono persi per strada. Purtroppo, il successo e l’affermazione dei motori di ricerca nel Web non sono stati seguiti da una rapida evoluzione dei meccanismi e dell’efficacia. Detto in poche parole, i
05 ottobre 2005 Segnala o non sarai nessuno! Ecco come segnalare il sito ai motori di ricerca. Pro e contro dei programmi e le migliore tecniche oggi presenti ed utilizzate. a cura di Lorenzo Pascucci Fonte: www.webmasterpoint.org - www.businessonline.it E’ normale che se non provate a promuovere le vostre pagine Web segnalando il loro URL ai motori di ricerca principali, il vostro sforzo probabilmente rimarrà inutile e invisibili a tutti tranne a qualche turista accidentale del Web. Abbiamo discusso un certo numero di strategie che dovreste usare per ottimizzare le vostre pagine. C’è un’ultima cosa da osservare prima di iniziare ad indicizzare il proprio sito web. Leggi il modo in cui funzionano! Ogni Motore di Ricerca ed indice ha dei propri requisiti che più vengono rispettati e più aumenteranno le possibilità di risultare tra i primi. Contemporaneamente imparerete attraverso queste guide come funzionano molti motori di ricerca, anche se poi i criteri di’indicizzazione sono moltissimi.
04 ottobre 2005 Realizzare un'opera di ranking Organizzare il proprio lavoro per effettuare una vera e propria opera di ranking per il vostro sito web. a cura di Lorenzo Pascucci Fonte: www.webmasterpoint.org/ Ci sono moltissimi motori di ricerca e non tutti funzionano allo stesso modo. Un fattore molto importante è che il sito web sia linkato su molti siti. Infatti, su più siti si viene linkati e più posizioni guadagnerai nella “classifica di una ricerca”. Quindi è sempre bene soddisfare questo requisito per avere dei risultati migliori. Non è necessario essere dei grandi esperti per avere buoni risultati, basta seguire le regole descritte in modo dettagliate in questa guida. Iniziamo subito con qualche accorgimento per le pagine web: - scrivi frasi facili da comprendere e di
16 settembre 2005 Registrar spamming: percezione o realtà? Di Jacopo Gonzales Questo articolo nasce dalla necessità di trattare, sotto una luce diversa, uno tra i temi più conosciuti: lo spam, o meglio ciò che l’utente può percepire come tale, ogni qualvolta viene mal guidato. Partiamo da un concetto di base: quando l’utente naviga in internet è a caccia dei suoi contenuti, riflesso dei suoi desideri. La bravura dei marketer sta nel riuscire a soddisfare quel desiderio in quello specifico momento, offrendo al consumatore ciò che egli cerca, sia che egli sia arrivato a noi attraverso un link o tramite uno dei tanti motori di ricerca a disposizione, sia che abbia digitato il nostro indirizzo nella barra delle Url. Il concetto non cambia. Forse molti di voi ignorano alcuni servizi che i big del contextual advertising hanno pensato per far guadagnare i Registrar di siti internet (eh già proprio quelli cui vi rivolgete voi) che hanno a disposizione una notevole quantità di domini parcheggiati. Cosa sono? Beh i c.d. parked domains sono in sostanza tutti quei domini che vengono acquistati

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