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17 agosto 2005 Pay Per Call. Un passo avanti e due indietro Gli svantaggi del PPCall Detto questo, il Pay Per Call ha degli altri svantaggi che non si stenta a vedere a una rapida analisi; il fatto di ‘spingere’ l’utente internet a fare una telefonata sicuramente è positivo; è una classica ‘call to action’, ma è troppo ‘pura’ e ‘semplicistica’ per avere un vero senso commerciale. A detta del management di Ingenio (che fornice il proprio servizio a importanti siti come AOL e FindWhat), il Pay Per Call è ottimo per le ricerche ‘locali’; tanto si è discusso della ‘globalità’ di Internet e sicuramente è vero che il Web non deve essere visto solo come uno strumento per potere comprare una tavola da surf su un sito californiano trovandosi in un piccolo paese della bergamasca; certo, questa è una delle caratteristiche affascinanti del Web (fare quello che prima mai si sarebbe potuto fare e farlo semplicemente, con pochi click), ma Internet è anche la possibilità di trovare nella propria città o addirittura nel proprio rione un prodotto o un servizio che altrimenti avremmo avuto difficoltà a reperire. Google non ha forse integrato (solo in U.s.a. per il momento) un sistema per cercare il taxi più vicino via web? Appare però evidente che il raggio di azione di questo sistema (il Pay Per
17 agosto 2005 Pay Per Call. Un passo avanti e due indietro E’ già da qualche tempo che si sente parlare di PPCall (Pay Per Call). Ho atteso di scrivere un pezzo sopra questo nuovo strumento promozionale (non pubblicitario) perché volevo vedere se avrebbe ‘retto’ qualche mese di utilizzo. Dico subito che il mio parere è moderatamente negativo nei confronti di questo ‘nuovo’ strumento, sia dal punto di vista del cliente, sia dal punto di vista dell’editore. Ma vediamo di capire prima di che cosa si tratta. Per molti sarà un inutile riepilogo, ma mette conto di ricordare come tutti gli strumenti promozionali innovativi sono sempre stati visti inizialmente con un certo sospetto. Internet, rispetto ad altri media, è stato sicuramente un ‘campione’ di cambiamenti e di critiche che poi sono diventate lodi. Pensiamo semplicemente alla nascita del Pay Per Click. Ormai il sistema del Pay Per Click è universalmente accettato come sistema di ‘computo’ del prezzo di una promozione/pubblicità sul web, sia che sia effettuata su un motore di ricerca (i motori di ricerca squisitamente ppc sono più di quattrocento in tutto il mondo) sia che sia effettuata su un portale attraverso strumenti ‘storici’ quali per esempio i banner. Il Pay per clik I primi tempi in cui si cominciò a vendere pubblicità in modalità
09 giugno 2005 Plaxo: restiamo in contatto Di Fabio Montuori - Ingegnere elettronico Plaxo è un plug in gratuito di Outlook o Outlook Express, oppure può funzionare senza bisogno di installare alcun software direttamente sul sito web, registrando un account a costo zero. Per prima cosa è possibile creare due tipi di biglietti da visita, uno con i propri dati personali, un altro con i dati professionali specificando se e quali rendere pubblici o meno, è possibile anche arricchire le proprie e-mail con una firma gradevole impostata con i dati inseriti. Fatto ciò, si può iniziare a lavorare con la propria lista dei contatti. Plaxo propone sostanzialmente due modi per aggiornarla: il metodo classico dell'invio di una e-mail per ogni contatto con la richiesta di aggiornamento dei dati, come tutti i CLU, oppure la modalità peer-to-peer: l'aggancio attraverso il network Plaxo. In questo secondo caso il software individua nella rubrica i contatti che già hanno installato Plaxo e pubblicato il proprio biglietto da visita e segnala loro la presenza nel network del nostro biglietto da visita. Qualora lo volessero, i nostri contatti potrebbero stabilire una "connessione" tra il nostro e il loro biglietto in modo che da quel momento in poi siano sempre reciprocamente aggiornati, a patto di continuare ad utilizzare Plaxo. Semplice, efficace, geniale. Come tutte le trovate tecnologiche geniali, anche questa ha prestato il fianco a numerose critiche sotto tutti gli aspetti possibili: economico, su che modello di business si basa
09 giugno 2005 Plaxo: restiamo in contatto Di Fabio Montuori - Ingegnere elettronico Se fosse sfuggito, notiamo che alla base del processo c'è la fiducia: se chi scrive e chi riceve si conoscono e hanno i propri riferimenti nelle rispettive rubriche, non trovano invadente e non sollecitata la richiesta di aggiornamento dei dati, atto dovuto che tutela sempre il destinatario. Primo risultato per chi utilizza Plaxo: rispetto pieno della legge della privacy a costo zero e possibilità di utilizzare liste di contatti con l’autorizzazione a ricevere offerte e promozioni senza il rischio di passare per spammer. In teoria, ma non è una pratica di cui abusare e a mio avviso non è redditizia in termini di click-through, è possibile utilizzare Plaxo anche come veicolo delle promozioni, magari inviando una breve descrizione dell'offerta e un link di approfondimento che rimanda al sito per la proposta di acquisto. In secondo luogo, Plaxo ci consente di recuperare i contatti perduti attraverso la possibilità di rintracciare nuove e-mail conoscendo le obsolete. In effetti ogni volta che un utente Plaxo cambia la propria e-mail di riferimento, può memorizzare le vecchie e-mail e fare in modo così di essere rintracciato anche attraverso la vecchia e-mail non più funzionante. Sembra una ghiotta preda per gli spammer, ma non è così semplice prenderla nel sacco, vediamo perché. - Uno spammer che voglia utilizzare Plaxo per pulire le proprie liste deve condividere la sua rubrica attivando un account pubblico, in tal modo, anche utilizzando false identità, comunque è rintracciabile
09 giugno 2005 Plaxo: restiamo in contatto Di Fabio Montuori - Ingegnere elettronico Quando salutiamo una persona conosciuta, magari incontrata per caso, che non vedevamo da tempo, siamo portati a chiedere i suoi riferimenti, nuovi per noi: dove abita, che cosa fa, che numero di telefono ha, la sua e-mail e, per i più evoluti, il nick Skype o di un Instant Messenger. Spesso la risposta che accompagna il foglietto con i dati è un laconico "inviami i tuoi riferimenti via e-mail". È infatti piuttosto usuale e sta entrando nei modi comuni l'atto di scambiarsi i biglietti da visita attraverso l'e-mail. Gli entusiasti del Bluetooth si trasmettono le vcard via cellulare, ma in questo caso parliamo ancora di una nicchia. In ogni caso, l'esigenza di "restare in contatto" può essere rappresentata dalla crescita delle rubriche personali, sempre più ricche di riferimenti e sempre più presenti nei vari dispositivi elettronici, computer, palmare, cellulare, e cartacei come l'intramontabile agenda. L'aumento dell'esigenza di rimanere in contatto, con clienti e fornitori, si registra anche in azienda, sia per l'aumento delle possibilità di comunicazione sia perché l'aprirsi dei mercati porta facilmente alla realizzazione di una "rete" di contatti che può validamente supportare attività di ascolto e di sondaggio della clientela, sfruttare un migliore time-to-market, realizzare l'up-selling e il cross-selling, realizzare in buona sostanza tutte le "porcherie" che avete letto nei libri di marketing. Non sono tutte rose e fiori: l'invecchiamento dei dati di una rubrica, sia essa personale,
01 aprile 2005 Dating On Line: una case history di successo FR Pensa che il mercato statunitense sia diverso dagli altri mercati? TC Gli Americani sono stati i primi utilizzatori del commercio sul web e del servizio degli incontri on line, per un certo numero di ragioni, inclusa l’elevata diffusione di Internet e dell’uso della carta di credito. (Gli Americani hanno in media 2,8 carte di credito, gli Italiani 0.5). Ma ultimamente il dating sul web sta diventando un fenomeno sociale che riflette le richieste e i bisogni della società e sta aumentando in popolarità nei paesi occidentali, e in paesi come l’India (dove i matrimoni vengono organizzati on line) e le Filippine (dove le persone spesso viaggiano all’estero per incontrarsi). FR Quali sono le peculiarità dell’attività di dating in Italia? TC Per il mercato italiano il dating on line sembra stia crescendo in linea con la maggior parte dei paesi europei, diventando sempre più popolare man mano che le persone diventano sempre più impegnate. La presa di coscienza che c’è sempre meno tempo e che ci sono sempre meno posti per incontrare le persone giuste è avvenuta
01 aprile 2005 Dating On Line: una case history di successo FR C'Ë una fidelizzazione in questo tipo di business? TC I membri sono di solito molto fedeli a Friendfinder e trovano realmente divertente incontrare persone on line. Essi, inoltre, si rendono conto che Friendfinder è molto più di un semplice sito di annunci personali, esso è una comunità on line dove le persone possono condividere le loro esperienze, le loro informazioni, le loro risorse e costruire amicizie vere. I membri di Friendfinder che riscuotono più successo lasciano il sito perché avendo trovato un partner non hanno più bisogno di incontrare nuovi potenziali partner. FR Pensa che ci sia spazio per altri concorrenti? TC Esistono già dozzine di altri siti che si occupano di annunci personali e di incontri. Ma la maggior parte di essi sono piccoli, offrono servizi limitati e hanno un numero ridotto di membri. Friendfinder rappresenta una combinazione unica di tecnologia avanzata e di tecnologia alla portata
01 aprile 2005 Dating On Line: una case history di successo Tim Chanaud, PR Manager di Friendfinder inc., la società che amministra il più grande sito di dating al mondo, ha risposto ad alcune nostre domande per spiegarci meglio questo vero e proprio 'fenomeno web', esploso in Italia poco più di un anno fa. Di seguito l’intervista che abbiamo realizzato. Federico Riva Quando iniziò la vostra attività di dating? Perché? Tim Chanaud Nel 1996, Andrei Conru, un ingegnere e pioniere del web, ebbe una visione – creare una soluzione per cercare, trovare e gestire ogni tipo di relazione on line. Il suo scopo era quello di creare un sito che andasse al di là degli incontri personali – per far fidanzare o far sposare le persone – ma che si occupasse anche di far incontrare semplicemente nuovi amici. Oggi il network di Friendfinder offre più di 20 comunità nel web con più di 20 milioni
25 gennaio 2005 Il marketing comportamentale nel world wide web Per fare un esempio: l'utente 'A' naviga sul portale 'Z' da due anni; noi possiamo sapere che l'utente 'A' è 'A' in diversi modi. Un modo abbastanza efficace, ma a rischio di essere troppo a breve termine, è l'utilizzo dei famosi cookie. Quando un utente si collega per la prima volta a un sito, nella maggioranza dei casi scarica sul proprio personal computer un 'cookie', un codice numerico o alfanumerico, che lo identifica, per esempio, come utente 'A'. Anni fa, agli albori dell'era Internet, si pensava che questi cookie potessero essere pericolosi o dannosi o che, in qualche modo, potessero essere avvicinati a dei virus; si trattava, come spesso accadde e accade, di 'leggende metropolitane'; i cookie ci servono ogni giorno per non dovere digitare la nostra password quando accediamo alla nostra casella di mail via internet, ci permettono di 'farci riconoscere' da un e-mall di libri quando vi rientriamo dopo mesi, in modo da avere subito sott'occhio la lista dei libri che abbiamo già acquistato, etc. Torniamo al nostro utente 'A'. 'A' entra in 'Z' per la prima volta due anni fa; in due anni, 'A' ha rivelato diversi 'comportamenti'. Per esempio, A: Ha risposto ad un sondaggio Ha comprato un libro d'auto sportive Ha visitato le sezioni per vacanze in Australia Ha comprato 13 volte un biglietto per New York Ha comprato un elettrostimolatore Legge
25 gennaio 2005 Il marketing comportamentale nel world wide web Quale pubblicità visualizzare all'utente 'A' quando sta guardano le news? Di certo non quella di assorbenti, non quella di lezioni di inglese per principianti né la pubblicità di un elettrostimolatore (perché ne ha comprato uno due settimane fa), ma molto probabilmente la pubblicità di una nuova berlina delle BMW, di un volo scontato per New York o di una vacanza invernale nei paesi tropicali. Ecco che cos'è il marketing comportamentale: - 'individuare gli utenti di un sito' - 'inserirli in un 'segmento' in base al loro comportamento' - 'proporgli pubblicità che non solo sia adatta a quel che segmento ma che sia adatta e probabilmente gradita proprio ad 'A''. In sostanza, il marketing comportamentale unisce le caratteristiche positive del direct marketing (targhettizzazione, attenzione all'individuo e alle sue esigenze, modulazione del messaggio in base alla sua personalità etc.) e quelle del mass marketing (capacità di raggiungere un vasto pubblico e di farlo 'automaticamente', 'industrialmente' ed 'economicamente' (senza spese di call center, di telefono, di mailing etc.). Perché il marketing comportamentale non viene allora utilizzato? Se chiedessimo a tutti i responsabili di marketing italiani perché non viene utilizzato, la prima risposta (sincera) dovrebbe essere: "Ma noi non abbiamo certo gli strumenti per fare queste profilazione. Che cosa sono

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