miscellanea


18 ottobre 2005 Video Search goes online Di Jacopo Gonzales Il 2005 è stato senza dubbio l'anno di una rivoluzione mediatica, cominciata già verso la fine del 2004, che ha visto come protagonisti i motori di ricerca ed il web in generale grazie all'introduzione del video search, vale a dire la ricerca di contenuti video. Secondo uno studio condotto da AccuStream iMedia Research per conto di Yahoo, nel 2005 saremo testimoni di una crescita del video content senza precedenti nella storia del web. Più nel dettaglio, passeremo dai circa 14 miliardi di video del 2004 ai circa 21 miliardi di contenuti video fruibili sul web entro la fine di quest'anno. Conti alla mano i video disponibili su internet superano di circa 3 volte le pagine web che Google contiene nel suo indice. Appare chiaro quindi il perché ormai moltissimi motori di ricerca abbiano spostato l'attenzione sul video search trovando ed implementando soluzioni innovative e di grande efficacia. L'accesso ai contenuti video fino a poco tempo fa era "esclusiva" degli utenti dei vari Peer-to-Peer sparsi per le rete, ma l'utente internet medio che a quelli non si rivolgesse aveva ben poche possibilità di localizzare video da scaricare o guardare in streaming direttamente da web. Ora che molti dei sistemi di file sharing stanno affrontando tempi durissimi,in quanto la maggior parte
18 ottobre 2005 Baby Boomers: ovvero marketing post-moderno I politicanti ed i benpensanti di fine anni '60, guardando l'innumerevole e multiforme folla di ragazzi presenti a Woodstock per quello che sarebbe divenuto il più popolare free concert della storia, pensavano che quell'assembramento di giovani “sballati” erano il fallimento di quella società in pieno boom economico. Uomini, donne, bambini per cinque giorni avrebbero vissuto in una bolla atemporale, in un non-luogo, dove le usuali leggi della società civile non sarebbero esistite e le uniche regole erano dettate dalla grande madre terra, con l'alternarsi di pioggia, sole, vento e caldo asfissiante. Sesso, droga e rock'n roll, questi gli unici fondamenti comuni a quel microcosmo di giovani. Nessun pensiero al futuro, al lavoro, alla programmazione. La vita era tutta nel momento stesso. Già il domani era troppo lontano. Peace and love l'unica politica condivisa, senza differenza di schieramenti. In quegli anni che vedevano gli stessi giovani presenti in quell'afosa spianata, marciare e lottare per le nuove conquiste della società civile: l'aborto, il femminismo, l'avversione alla guerra. “Falliti” così i loro padri li etichettarono. A distanza di quarant'anni quei giovani sono cresciuti ed a dispetto dei ben-pensanti (che alla luce dei fatti si potrebbero definire mal-pensanti) sono divenuti la classe dirigente della società attuale. I capelli si sono notevolmente accorciati, la barba ed i baffi hanno lasciato il posto ad una rasatura impeccabile ed i vestiti stracciati di quei giorni al concerto sono divenuti dei completi blu con cravatta coordinata. Solo negli stati uniti sono 78 milioni, in Italia, stime alla mano, sono 15 milioni.
11 ottobre 2005 Connettività: Google offre il wi-fi gratuito a San Francisco Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster. a cura di Marcello Tansini Fonte: www.webmasterpoint.org - www.businessonline.it Nelle scorse settimane, in base a diversi indizi ed indiscrezioni, si era parlato della possibilità che Google potesse diventare anche un provider, fornendo connessioni gratuite wi-fi. Google si è mostrata come al solito una azienda rapida e veloce nel progettare e attuare le sue strategie, comunicando ieri, attraverso un comunicato stampa ufficiale, l'inizio dei lavori per fornire il wi-fi gratuito di Google a tutti i 700.000 abitanti di San Francisco. Nate Tyler, portavoce dell'azienda di Mountain View, ha dichiarato durante al conferenza stampa che questo è solo l'inizio (e che San Francisco costituisce solo un banco di prova iniziale. Si è già iniziato a parlare di New York e Chicago come prossime città da "cablare". Ricordiamo che nel mese di Luglio Google aveva confermato di aver eseguito test limitati del servizio free wireless, chiamato "Google WiFi", nella zona del suo quartier generale a Mountain View, in California. L'azienda aveva anche iniziato a pubblicizzare ad Aprile un Wi-Fi "hotspot" nella zona commerciale del centro di San Francisco, realizzato in collaborazione con il provider Feeva. Inoltre, Google ha da poco assunto uno dei migliori esperti di telecomunicazioni a livello mondiale come Vinton Cerf, mentre dal punto di vista finanziario ha messo a disposizione una liquidità per effettuare nuovi investimenti che si aggira attorno
11 ottobre 2005 Eventi: Google e Sun firmano la sacra alleanza Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster. a cura di Marcello Tansini Fonte: www.webmasterpoint.org - www.businessonline.it Google ha stretto un accordo con Sun Microsystems, che porterà ad una ampia collaborazione finalizzata alla promozione e alla distribuzione dei rispettivi prodotti. L'accordo segna un primo importante passo per contrastare la leadership di Microsoft del mercato desktop computer e per lo sviluppo di quella che si può definire la nuova generazione di Internet. Sun e Google hanno numerosi punti in comune: molti dipendenti di Google hanno lavorato in passato per Sun ed entrambe le aziende sono dirette rivali di Microsoft. Le due aziende hanno fornito pochi dettagli sul loro nuovo rapporto di collaborazione, affermando che si uniranno nella promozione del software OpenOffice, suite di ufficio gratuita di Sun che compete in maniera diretta con la famiglia di prodotti Microsoft Office, e della piattaforma Sun Java. Sun includerà inoltre la Google Toolbar come opzione di installazione della sua piattaforma Java. Ed è bene ricordare che il download della Java Runtime Environment può contare oggi su 20 milioni di download mensili, secondo lo Chief Executive di Sun, Scott McNealy. Java è una piattaforma software capace di eseguire numerosi programmi su diversi sistemi operativi da Linux a Windows, cosa che la rende di fatto una "potential technological uniter". Google è stato alquanto vago anche nel descrivere come utilizzerà il software di Sun nei suoi
16 settembre 2005 Un 'porn marketer' è più bravo di Nielsen? Questo titolo potrà a molti sembrare eccessivo o semplicemente 'sbagliato'; a molti potrà sembrare invece solo provocatorio, teso a incuriosire il (potenziale) lettore. A mio parere c'è del vero in tutte queste ipotesi, ma c'è del vero anche nel titolo stesso. Il 'porn webmarketing' propriamente non esiste, così come non esiste il 'food webmarketing'; ciò a cui qui facciamo riferimento è quella 'scuola' (senza caposcuola) che l'industria della pornografia ha rappresentato e tutt'oggi rappresenta per tutto il web mondiale (con una particolare attenzione agli U.s.a., dove sia Internet sia l'industria del porno trovano la loro massima espressione). A questo proposito, prima di cercare di capire perché il 'porn marketing' è una cosa molto seria (leggasi scientifica ed economicamente rilevante), diamo uno sguardo agli 'hard data' che riguardano l'industria della pornografia mondiale (con breakdown sugli U.s.a e sul World Wide Web). Cominciamo col dire che l'industria pornografica mondiale genera circa 57 miliardi di dollari l'anno, in tutto il mondo, pari alla metà del prodotto interno lordo di una nazione come l'Italia, di cui 12 miliardi appartengono al solo mercato statunitense. Questo dato accorpato è divisibile in diverse sezioni (tutti i dati sono espressi in U.s. dollars). Video per adulti (sia VHS sia DVD) 20 MlD Servizi escort (maschili e femminili) 11
05 settembre 2005 Google ed il monopolio dell'informazione: analisi di un motore di ricerca Di Jacopo Gonzales Sono infinite le discussioni che questo motore di ricerca sta generando, da tutti i punti di vista, rendendoci spesso inobiettivi e googleofili per il solo gusto di esserlo. Ormai che tu legga un giornale, accenda la TV, o vada su internet, Google è sempre lì. Non solo. Google è diventato un verbo, “to google” (almeno nello slang americano) sinonimo di ricerca e di motore di ricerca (il più grande del mondo) citato e definito da vocabolari ed enciclopedie di tutto rispetto, e questo basta a spiegare quanto penetrante sia la sua presenza nelle nostre vite. Credo che la ragione, il comune denominatore di tutto ciò, sia che Sergey Brin e Larry Page, due ragazzi ora poco più che trentenni, stanno rivoluzionando (se già non lo hanno fatto) l’informazione su scala mondiale ed il modo in cui questa vada concepita. E non accennano a fermarsi, in fondo perché dovrebbero farlo? Hanno iniziato in due con un “piccolo” motore di ricerca all’università di Stanford, arrivando ad avere oggi circa 4.200 dipendenti in tutto il mondo, oltre 100.000 server per gestire praticamente tutte le pagine web esistenti sul pianeta (per la cronaca abbiamo superato quota 8 miliardi di pagine), oltre al fatto che l’80% delle ricerche fatte online vengono fatte attraverso i suoi 100 ed oltre domini nazionali. Partiamo dalla
02 settembre 2005 Spam, Privacy e il Googlepolio Viviamo ancora in un periodo in cui criticare Google, per qualsiasi motivo, ci risulta difficile. La Microsoft – anche per motivi storici e ‘genealogici’ – è sempre stata nel mirino di anti-trust e di gruppi, più o meno organizzati, di ‘oppositori’; inutile dire che Microsoft ha effettivamente esercitato un forte monopolio in numerosi campi, ma è anche vero che per questo è stata ‘in parte’ punita e che di fatto il suo potere sta lentamente diminuendo (dall’uso di altri OS, a quello di altri browser etc, per non parlare del campo dei motori di ricerca dove, se non underdog, hanno comunque ancora molta strada da percorrere prima di essere definiti a buon diritto dei concorrenti ‘seri’ di Google). Tutti coloro che hanno avuto un pc ‘powered by Bill Gates’ hanno criticato almeno una volta la Microsoft; perché il pc ‘si pianta’, perché i programmi non sono ‘aperti’, per il suo prezzo eccessivo rispetto ai costi di produzione, per semplice invidia di uno degli uomini più ricchi e più ‘smart’ del mondo. Per Google questo non vale e per diversi motivi, alcuni chiari, altri meno evidenti. In primo luogo, Google è meno ‘one man’ - dipendente di Microsoft, almeno nell’immaginario comune. Per tutti, Microsoft=Bill Gates; la stessa cosa non vale per Brin e Page in relazione a Google. Google sembra essere infatti una realtà (società quotata in borsa e che capitalizza migliaia di miliardi di
01 settembre 2005 La Pubblicità nell'era digitale Di Maurizio Goetz Alcune riflessioni sul futuro della pubblicità digitale in un economia dell’attenzione The attention economy is a market place based on the idea that while information is essentially infinite, demand for it is limited by the working hours in a human day John Browsing e Spencer Reiss Encyclopedia of The New Economy Wired Marzo 1998. Immaginate di volere acquistare una buona miscela di tè, sono sicuro che l’ampia scelta offerta da un supermercato vi darebbe modo di trovare facilmente quella che preferite. Immaginate ora di entrare in un negozio specializzato, dove alla vostra richiesta di una confezione della pregiata bevanda ve ne vengano offerte 650 varianti; probabilmente tale disponibilità metterebbe a dura prova il processo di acquisto della maggioranza di voi, anche se qualche raffinato intenditore potrebbe non trovare la qualità che sta cercando. Se prendiamo in considerazione il World Wide Web, ci accorgiamo immediatamente che la quantità di risorse informative ( intese in senso lato) “pubblicate” in rete è immensa. Vi invito a verificare il numero di correlazioni che potete trovare su un motore di ricerca, selezionando la voce “tea” (utilizzando quindi il termine inglese). Siamo sicuri che l’aumento di informazioni disponibili contribuisca in ogni circostanza alla razionalizzazione del processo di acquisto di un consumatore? Stiamo superando l’economia dell’informazione, la
18 agosto 2005 Mercoledì: il giorno più proficuo per il web Di Alina Teleanu Alcune ricerche effettuate non molto tempo fa indicavano il mercoledì come il giorno ideale per campagne di mailing. Il lunedì e il martedì erano considerati i giorni con la più alta densità di lavoro. Il ritorno in ufficio, infatti, dopo il fine settimana è caratterizzato da un surplus di lavoro e da una maggiore richiesta di concentrazione. Per questo si consigliava di non pianificare campagne mailing in questi due giorni, perchè mancando il tempo e l’attenzione da decicare alla lettura della posta aumenta il rischio che le proprie email pubblicitarie vengano cestinate. Viceversa giovedì e venerdì erano considerati i giorni più “rilassati”, l’attenzione infatti si sposta verso il weekend e può succedere che si sia troppo distratti per valutare nel modo adeguato i messaggi di posta elettronica. Restava il mercoledì, che secondo gli esperti è il giorno migliore per pianificare campagne di mailing. Nei due giorni precedenti infatti (lunedi e martedi) la maggior parte dei lavori importanti è stata sbrigata, si è più rilassati e ancora non si pensa al weekend. Dunque, in virtù di queste considerazioni, il mercoledi può essere considerato ‘quel’ giorno, il giorno ideale per inviare email promozionali e ricevere la giusta attenzione. Certamente si deve tener conto anche del tipo di
17 agosto 2005 Pay Per Call. Un passo avanti e due indietro Se il tuo telefono non squillerà, sarò io che non ti chiamo Pay Per Call significa: “paghi per chiamata” e si intende qui ovviamente la chiamata telefonica. Il cliente non paga a ‘tempo’ (di permanenza in una determinata posizione di una pagina), non paga per visualizzazione (impression), né paga per click (ppc), ma paga soltanto quando un potenziale (suo) cliente telefona. Per l’utente internet la telefonata è gratuita (si tratta quindi di un numero verde), mentre il cliente che usa il sistema del Pay Per Call paga. Il pricing della chiamata è variabile ed è stabilito in base al classico meccanismo d’asta (con dei minimi) che anima tutto il mercato del Pay Per Click attuale. Il numero di telefono da chiamare è visualizzato su uno spazio promozionale che non differisce molto dai classici ‘adword’ di Google e, anche in questo caso, il messaggio viene visualizzato solo se l’utente internet ha cercato (su un motore) con determinate parole-chiave, oppure se l’utente internet sta navigando su determinate sezioni di un sito (tipicamente un portale). Nel messaggio promozionale viene indicato il nome della società, la sua attività e i prodotti che vende (e che vuole vendere in quello spazio) e – appunto – il numero di telefono da chiamare (gratuitamente). 15.000.000 senza web

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