Mon 13 Feb 2006
Scegliere il giusto nome a dominio per ottimizzare il proprio sito web (parte 2).
Posted under SEM , search engineMolti ancora si chiedono se è meglio separare le parole contenute all’interno di un nome a dominio con dei ‘trattini’. C’è da dire che negli ultimi tempi le cose sono cambiate e molti si sono accorti che mettere dei trattini non è affatto sempre conveniente. La ‘moda’ dei trattini nacque insieme con la credenza (di fatto sostenibile) che i motori di ricerca privilegiassero i domini che separavano le parole con dei trattini, nel caso in cui queste parole fossero cercate in una query del motore di ricerca. Quindi, se un searcher avesse cercato su un motore di ricerca: “o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”, l’idea era che sarebbe stato privilegiato questo dominio “o-mangi-questa-minestra-o-ti-butti-dalla-finestra” piuttosto che questo “omangiquestaminestraosaltidallafinestra”. Forse una volta le cose stavano effettivamente così. Adesso non più. Per non parlare del fatto che sono sempre più rari i ‘keyphrase-domain” che possano avere una qualche utilità economica . Anche in questo caso, i migliori domini sono tutti stati già occupati, o da società che si occupano effettivamente dell’argomento in questione (per esempio: “mutuixonvenienti, finanziamentilavoro, vacanzemontagna, trovareimpiego, etc.) o da società che si occupano di ‘occupare’ i domini e poi di rivenderli a chi si occupa o si vuole occupare di quel business (una pratica nata agli albori di Internet e che continua ancora oggi).
La tendenza più recente è quindi quella di non puntare eccessivamente alla ‘semanticità’ del dominio di secondo livello, quanto piuttosto di dare vita a un ‘bel’ nome a dominio, con tutte le caratteristiche tipiche dei ‘bei nomi’, nati prima di Internet , con qualche accortezza in più in merito a possibili errori di battitura e comunque ed eliminando il più possibile i trattini , perché se è vero che i motori di ricerca hanno smesso di dare un vantaggio alle parole che sono divise da trattini è altrettanto vero che i navigatori preferiscono scrivere senza trattini , per un semplice motivo di ‘economicità’ (di semplicità).
Ovviamente, come già detto, bisogna assicurarsi che le estensioni .com e la .it siano disponibili , altrimenti si rischia di jeopardizzare (mettere in pericolo) tutta la propria attività con un errore iniziale. E’ anche consigliabile occupare, se possibile, tutte le estensioni principali (.org, .net, .biz) dal momento che ormai i nomi a dominio sono venduti a prezzi molto bassi e non rappresentano più quel ‘fardello economico’ di qualche anno fa.
Veniamo ora al tema (veramente nuovo) degli indirizzi delle pagine interne di un sito web. Quello che abbiamo detto vale in parte anche per gli indirizzi interni, anche se bisogna fare alcune distinzioni.
Molti si chiedono se un indirizzo ‘lungo’ è penalizzato dai motori di ricerca rispetto a un indirizzo ‘breve’; posto che bisognerebbe intendersi meglio su che cosa si intenda per ‘lungo’ e ‘breve’, possiamo subito dire che i motori di ricerca tendono a privilegiare indirizzi ‘comprensibili’ e, paradossalmente, per ragioni che hanno a che fare con la visione che l’essere umano ha di questi domini . Gli indirizzi ‘astrusi’ tipo questo:
http://www.nomesito.com/admin.pperl/page=EfJk/k=yhtttt%20di%20keyword/w1=21 sono ancora molto diffusi e non sono buoni né per i motori di ricerca né per i navigatori. Il motore di ricerca non riesce a dare alcun ‘senso’ a questo indirizzo (che non contiene parole significanti) e l’uomo tanto meno. Quindi non vi è dubbio che se, questo indirizzo tratta di mazze da golf usate, esso sarà (a parità delle altre variabili in gioco di cui non parleremo in questo articolo) penalizzato nei confronti di questo altro dominio: http://www.altronomedominio.com/mazze_da_golf_usate.html.