09 giugno 2005
Plaxo: restiamo in contatto

Di Fabio Montuori - Ingegnere elettronico

Plaxo è un plug in gratuito di Outlook o Outlook Express, oppure può funzionare senza bisogno di installare alcun software direttamente sul sito web, registrando un account a costo zero. Per prima cosa è possibile creare due tipi di biglietti da visita, uno con i propri dati personali, un altro con i dati professionali specificando se e quali rendere pubblici o meno, è possibile anche arricchire le proprie e-mail con una firma gradevole impostata con i dati inseriti. Fatto ciò, si può iniziare a lavorare con la propria lista dei contatti. Plaxo propone sostanzialmente due modi per aggiornarla: il metodo classico dell’invio di una e-mail per ogni contatto con la richiesta di aggiornamento dei dati, come tutti i CLU, oppure la modalità peer-to-peer: l’aggancio attraverso il network Plaxo. In questo secondo caso il software individua nella rubrica i contatti che già hanno installato Plaxo e pubblicato il proprio biglietto da visita e segnala loro la presenza nel network del nostro biglietto da visita. Qualora lo volessero, i nostri contatti potrebbero stabilire una "connessione" tra il nostro e il loro biglietto in modo che da quel momento in poi siano sempre reciprocamente aggiornati, a patto di continuare ad utilizzare Plaxo. Semplice, efficace, geniale.
Come tutte le trovate tecnologiche geniali, anche questa ha prestato il fianco a numerose critiche sotto tutti gli aspetti possibili: economico, su che modello di business si basa Plaxo? Come farà i soldi? Giuridico, Plaxo aiuta lo spam e viola le basilari regole della privacy? Informatico, si può essere sicuri nell’affidare la propria rubrica a un unico database centralizzato?
Un gran numero di blogger, di giornalisti, di opinionisti o di associazioni e aziende si sono scagliate contro la creatura di questi poco meno di trenta talentuosi informatici californiani senza che nessuno si sia cimentato nell’esaminare le opportunità offerte a chi con la rubrica cerca anche di farci del business. È quello che proverò a indicare in queste righe.


Anzitutto la legge italiana sulla privacy, ormai è noto, ci impone di chiedere il permesso ai nostri interlocutori, clienti o potenziali tali, di inviare loro comunicazioni promozionali e commerciali attraverso l’e-mail. Questa modalità è definita opt-in, ovvero si invia una prima comunicazione priva di informazioni promozionali, ma solo con i dati dell’azienda o dell’ente che chiede l’autorizzazione. Poi, se i destinatari accettano, l’azienda è autorizzata a inviare le comunicazioni promozionali, consentendo al destinatario comunque e in qualunque momento di poter interrompere il consenso. Questa è la legge e questo fa Plaxo, vediamo perché:

- se il contatto della nostra rubrica non ha Plaxo, riceverà un nostro messaggio in cui inviamo soltanto il nostro biglietto da visita, gli chiediamo di prendere visione dei suoi dati memorizzati nella nostra rubrica e di confermarli o eliminarli, altro elemento richiesto dalla legge;
- se il contatto ha già installato Plaxo, riceverà un messaggio (non da noi direttamente, ma da Plaxo stesso) in cui si comunica che il nostro biglietto da visita è disponibile per il collegamento, se il destinatario accetta la connessione, ha fornito il suo consenso; se la rifiuta, Plaxo non invierà più comunicazioni da parte nostra e noi dobbiamo rimuovere il contatto dalla rubrica.

di Fabio Montuori
geppo@webmail.it

Ingegnere elettronico prestato al marketing (e poi restituito), ha fatto dell’informatica più che un lavoro una passione.
Si occupa di tutto ciò che riguarda la rete fin dal 1994. Oggi è consulente in Value Team società IT del gruppo Value Partners.
Riceve volentieri commenti e critiche all’indirizzo: geppo@webmail.it
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