Wed 13 Apr 2005
13 aprile 2005
Che cos’è il pagerank?
Che cosa determina il valore di un link?
Abbiamo detto che non tutti i link hanno lo stesso peso; ma che cosa ne determina il peso? I fattori, come sempre quando parliamo di algoritmi di motori di ricerca, sono molteplici.
1) pagerank del sito linkante
2) diluizione del pagerank proporzionato ai link in uscita (outbound link) dal sito linkante
3) attinenza dei contenuti del sito linkante con i contenuti del sito linkato
4) presenza di un anchor text attinente sul link
Il primo punto è chiaramente di grande importanza; un inbound link di un sito acquista importanza in ragione del pagerank della pagina da cui proviene; se il sito linkante ha PR = 0, possiamo stare certi che non avrà alcun influsso positivo sul posizionamento del sito linkato; se invece il sito ha un pagerank alto, è probabile che il suo influsso sarà importante; diciamo ‘probabile’ semplicemente perché il pagerank di un sito può essere ‘diluito’ dalla contemporanea presenza di altri link in uscita. Per semplificare le cose, potremmo dire che una pagina a PR = 5 che conta 5 link in uscita (da non confondere con gli internal links) distribuisce per ogni link il valore di 5/5, quindi di 1. L’esempio non è molto corretto perché potrebbe sembrare che essere linkati da un sito che ha PR = 1 e un solo link in uscita sia la stessa cosa che essere linkati a una pagina a PR = 5 e 5 link in uscita. Non è affatto così; una pagina a PR = 1 è completamente ininfluente, mentre una pagina a PR = 5 (anche se conta decine di link) dà un grosso contributo al miglioramento del pagerank della pagina linkata. Il motivo è semplice, la divisione che abbiamo succitato non è corretta; serve solo a dare un’idea; nessuno sa infatti con certezza quale sia il rapporto fra link in uscita e PR di una pagina (per quanto riguarda la diluizione).
Finora abbiamo fatto un discorso semplicemente ‘quantitativo’; ma pare che il valore di un link sia anche qualitativo. Scriviamo ‘pare’ perché a nostro parere si tratta più di un desiderio che di una realtà; se chiedete a qualsiasi SEO di una certa esperienza se un link da una pagina con PR = 5 (e - poniamo - lo stesso numero di inbound link) con un un contenuto attinente col sito linkato sia equivalente a un link da una pagina dello stesso pagerank, ma di contenuto differente, probabilmente vi dirà che non è così; vi dirà che un link da una pagina da un sito ‘attinente’ o ‘correlato’ ha molto più valore (a parità degli altri parametri). A nostro parere questo è un ‘rumor’ diffuso ad arte soprattutto dal personale dei motori di ricerca (soprattutto di Google) per cercare di evitare un commercio ‘deregolamentato’ di link. Di fatto, con l’attuale struttura dei motori di ricerca (che ‘funzionano’ lessicalmente e non semanticamente), è impossibile per un search engine sapere se due siti condividono il medesimo argomento; l’argomento è infatti un ’significato’ o un insieme di significati e ad oggi nessun motore di ricerca (nemmeno Google) è in grado di andare oltre il significante, ovverosia oltre la keyword o keyphrase cercata nella query.
E’ invece probabile che abbia un grande valore l’anchor text (ovverosia il ‘nome’) del link in uscita.
Anche se - anche in questo caso - il valore della pagina likata aumenta (e così il suo posizionamento nella SERP) solo per il nome specifico che si è dato al link e non per tutte le altre keyword correlate o per il significato. Facciamo un esempio: mettiamo che io gestisca un sito di abbigliamento e mettiamo che un sito mi linki da una pagina, con un anchor ‘cravatte in seta’; il mio sito sarà avvantaggiato nel posizionamento quando qualcuno cercherà ‘cravatte in seta’ o ‘cravatte’, ma non quando cercherà ‘accessori abbigliamento’, per quanto tutti sanno che le cravatte sono accessori di abbigliamento.
Il pagerank matura… col tempo
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, i motori di ricerca sono molto ‘conservatori’; in sostanza, anche se non intenzionalmente, hanno riproposto le logiche dell’economia e della società ‘off-line’. I motivi per cui possiamo fare quest’affermazione sono molti; uno di questi è l’ "aging" dei link; se il vostro sito è linkato da una pagina con PR = 5, possiamo dire che non tutto il ‘potere’ di questo link è passato alla pagina linkata immediatamente; il link assume un valore sempre più grande quanto più passa il tempo. Questo è motivato da ragioni ‘interne’ e da ragioni ‘esterne’.
Fra le ragioni ‘interne’ c’è una considerazione facilmente condivisibile; alcuni link possono avere una vita di pochi giorni se non addirittura di poche ore; tipici sono i casi di news o di giornali online; in questi casi il link in uscita ha una vita breve e quindi è comprensibile che la loro ‘influenza’ sia minore di un link ’strutturale’, che prevede un rapporto duraturo fra due siti. Ma c’è un altro motivo per cui il pagerank non ‘passa’ da una pagina all’altra immediatamente. Nell’ultimo anno si sono enormemente diffusi siti che ‘vendono’ e ‘comprano’ link; sarebbe più corretto dire che questi siti ‘affittano’ i link per conto terzi; questo ‘commercio’ ha sicuramente creato dei problemi al ‘cuore’ degli algoritmi di Google. I link in entrata sono sempre stati considerati positivamente perché non sono ‘controllabili’ dai webmaster e perché si è sempre pensato che nessuna pagina con un pagerank alto linkerebbe una pagina di bassa qualità. Ma che cosa accade quando è possibile comprare 100 link a PR = 6 avendone la disponibilità economica Ovviare a questo problema è ben difficile per Google. Uno dei metodi che ha applicato recentemente (meno di un anno fa) è stata la creazione di un ’sandbox’; in sostanza, gli inbound link cominciano a provocare un effetto benefico per il sito linkato solo dopo mesi dalla loro attivazione. Si dice - anche se non se ne hanno prove - che il periodo di permanenza in questo ‘limbo’ sia di circa sei mesi. Obiettivamente ci sono numerosi indizi che fanno pensare che i tempi non siano più brevi; di certo questo è un ostacolo anche per i siti che sono linkati ‘naturalmente’.