August 2005


31 agosto 2005 Di nuovo insieme? E' ancora utile in pubblicità la separazione dei ruoli tra il centro media e l'agenzia creativa? Di Maurizio Goetz Consulente di Marketing Digitale Coordinatore Dipartimento di Marketing Digitale, Associazione Italiana Marketing La digitalizzazione del marketing favorisce l'incontro tra mondi oggi ancora troppo lontani: quello della pubblicità, del direct marketing dell'informazione e della formazione. Se tale processo sarà trasparente e saprà al contempo creare valore sia per i destinatari delle azioni di comunicazione sia per gli investitori il mondo del marketing e della pubblicità saranno protagonisti, nei prossimi anni, di una rivoluzione senza precedenti. - Maurizio Goetz, aprile 2005 Per troppo tempo il marketing è stato diviso in due aree, mass marketing e direct marketing. Questa divisione non ha più senso. I marketer dovrebbero ridefinire la loro disciplina in termini di conoscenza delle audience e non in termini di canali. Il termine Mass e Direct riflette il "come" ed il "dove" le azioni di marketing vengono indirizzate. Oggi conta più sapere "chi" sono i destinatari delle azioni di marketing e "cosa" il marketer sa dei propri clienti attuali e potenziali. La frammentazione dei media ha superato il concetto di canale e obbliga i marketers a conoscere meglio le proprie audience. Forrester Research - Audience Not Channel - Febbraio 2003 Agenzie di pubblicità in cerca di
31 agosto 2005 Se il Marketing diventa "Umano" - PRIMA PARTE - Di Andrea Fino Ricordo quando negli anni'80 comparvero i primi supermercati e tutti noi fummo attirati da questa novità che cambiò radicalmente il nostro modo di essere consumatori. I negozietti di quartiere, ormai diventati di famiglia, cominciarono una lunga ed inesorabile decadenza fino alla quasi totale scomparsa, se non nei piccoli centri in cui ancora qualche "pizzicagnolo" sopravvive. La reazione iniziale fu di sorpresa e curiosità e tutti noi cominciammo timidamente, ma non troppo, ad entrare in questi nuovi templi dell'acquisto. Qualche anno dopo l'apertura di questi supermarket ci fu il primo contatto con un nuovo modo di fare pubblicità impersonificato dai famosi e "fantomatici" 3x2. Ricordate? Compravamo tonnellate di cose convinti e felici, perchè comunque stavamo comprando bene risparmiando tanto. Ma piano piano cominciammo a capire che in fondo non era proprio così per diversi motivi: prima di tutto molte delle cose che compravamo non ci servivano, secondo questo risparmio non c'era in realtà perchè alla fine di tutto compravamo molto di più e quindi, dov'era il risparmio?. Pochi anni dopo comparvero i primi Ipermercati che, di fatto, sostituivano gli ormai obsoleti e costosi supermarket. In pochi anni un'altra novità! Centri molto più grandi che garantivano prezzi ancora più bassi, scelte più ampie e offerte a non finire. La platea fu tutta per loro, gli ipermercati. Ma poi, per non farsi mancare
31 agosto 2005 Di nuovo insieme? E' ancora utile in pubblicità la separazione dei ruoli tra il centro media e l'agenzia creativa? Di Maurizio Goetz Consulente di Marketing Digitale Coordinatore Dipartimento di Marketing Digitale, Associazione Italiana Marketing La digitalizzazione del marketing favorisce l'incontro tra mondi oggi ancora troppo lontani: quello della pubblicità, del direct marketing dell'informazione e della formazione. Se tale processo sarà trasparente e saprà al contempo creare valore sia per i destinatari delle azioni di comunicazione sia per gli investitori il mondo del marketing e della pubblicità saranno protagonisti, nei prossimi anni, di una rivoluzione senza precedenti. - Maurizio Goetz, aprile 2005 Per troppo tempo il marketing è stato diviso in due aree, mass marketing e direct marketing. Questa divisione non ha più senso. I marketer dovrebbero ridefinire la loro disciplina in termini di conoscenza delle audience e non in termini di canali. Il termine Mass e Direct riflette il "come" ed il "dove" le azioni di marketing vengono indirizzate. Oggi conta pi˜ sapere "chi" sono i destinatari delle azioni di marketing e "cosa" il marketer sa dei propri clienti attuali e potenziali. La frammentazione dei media ha superato il concetto di canale e obbliga i marketers a conoscere meglio le proprie audience. Forrester Research - Audience Not Channel - Febbraio 2003 Agenzie di pubblicità in cerca di un nuovo
28 agosto 2005 I font per il web Di Alina Teleanu Quando si crea un sito web, un aspetto fondamentale è rappresentato dalla scelta dei font, sia per tipo sia per le dimensioni. Alla fine la struttura, il contenuto, la grafica di un sito non servono a nulla se l'utente non riesce a leggere il testo. Quante volte avete visitato un sito web e vi siete sforzati a leggere il testo? I visitatori del vostro sito web incontrano le stesse difficoltà? Può darsi, se non avete scelto dei font che si leggono con facilità on line. Scrivere on line è diverso che scrivere sulla carta Secondo diversi studi la lettura sullo schermo del pc è con il 25% più difficile e più lenta rispetto alla lettura sulla carta stampata. Una pagina stampata ha sempre la stessa forma e struttura, quasi sempre gli stessi caratteri e si può leggere con facilità in qualsiasi posto ci troviamo: in biblioteca, a casa, a scuola, seduti o sdraiati. Scrivere on line vuol dire molto spesso scrivere per essere trovati, scrivere per far incuriosire il visitatore a guardare il nostro sito. Quando si scrive per il web si deve tener conto di alcuni fattori importanti: - la risoluzione dello schermo: un sito web concepito per una risoluzione di
28 agosto 2005 I font per il web Di Alina Teleanu Come scegliere un font buono? Come ho detto prima leggere sullo schermo è faticoso per gli occhi ed è molto più lento che leggere sulla carta. In base ai diversi testi, è un risaputo che gli utenti cercano di leggere il minimo possibile, per essere più precisi, si scrolla la pagina alla ricerca dell'informazione desiderata. Allora noi dobbiamo dare una mano al visitatore per poter vedere e leggere subito il testo che ha scelto. Per questo il font rappresenta uno dei elementi più importanti di un sito web ben realizzato. Nel gennaio 2002 la Software Usability Research Laboratory, di Wichita USA, ha pubblicato i risultati ottenuti in base ad un case history dal titolo: "Paragonare i font più popolari nel web: qual è il font migliore e qual è la grandezza adatta." I punti più segnificativi sono questi: 1) Leggibilità: I font più leggibili sono Arial, Courier e Verdana. Comic Sans MS che è uno dei font più simpatici che si incotrano si è rilevato il meno leggibile fra tutti i tipi analizati. 2) Attrattività: I partecipanti allo studio hanno scelto Georgia e Times New Roman come i font più attrattivi. 3) Grandezza del font: Per una grandezza di
19 agosto 2005 Windows? No Grazie, uso Linux di Vincenzo Ciaglia In questo articolo cercheremo di convincervi, se ancora non l'avete fatto, a passare definitivamente a Linux come sistema operativo. Molto spesso capita di trovarsi a parlare con degli amici e discutere di informatica e nuove tecnologie. Inevitabilmente si arriva a parlare dei personal computers e in particolare dei software usati, degli applicativi preferiti, se si è o meno videogames dipendenti e alla fine, fateci caso, del sistema operativo. La domanda è sempre la stessa: “Quale sistema operativo usi? Windows? Lo usano tutti, ormai.” La risposta, almeno per quanto mi riguarda, è altrettanto la stessa: “Uso Linux, mi trovo bene e non lo cambierò mai”. La solita risposta che lascia di stucco l'interlocutore lasciandolo lì a pensare per un bel po'. Cominciano poi le domande a cui tutti gli utenti Linux avranno risposto almeno un centinaio di volte. Ebbene, in questo articolo, riproporremo le stesse domande e cercheremo di dare delle risposte chiare e concise, cercando di convincere i lettori più indecisi a passare definitivamente a Linux. Possibilmente cercheremo di darvi validi motivi
19 agosto 2005 Bash shell: una guida pratica - Parte 1 di Vincenzo Ciaglia Una semplice ma pratica guida. In questa prima parte vediamo i comandi fondamentali ed una introduzione. Introduzione Ogni volta che digitiamo un comando sulla nostra console o quando lanciamo un programma tramite il famoso click, o doppio click, su una delle icone del nostro desktop il sistema operativo intrepreta la volontà dell'utente attraverso una shell di comando. Ma cos'è esattamente una shell? Quali sono i suoi scopi e i suoi principali usi? In questa serie di articoli capiremo proprio questo: una guida di base per tutti coloro che si avvicinano a Linux ma che vogliono imparare da subito ad amministrare il proprio sistema dalla linea di comando e senza artifizi grafici. /bin/sh: bourne again! La shell è sicuramente una delle parti più importanti dell'intero sistema operativo. Essa è l'interprete dei comandi dati in input dall'utente e non fa altro che eseguirli. Sui sistemi Unix, la shell più famosa ed usata, dalla quale deriva anche quella di Linux, è la shell bourne. La versione migliorata prende il nome di “bourne again” shell o BASH. E' la shell più usata negli ambienti
19 agosto 2005 Struttura di navigazione. Tipi di menu di navigazione Di Alina Teleanu Premessa sulla struttura di navigazione di un sito web Saper realizzare un sito web non basta se non si è capaci di guidare il visitatore nel proprio sito. Creare una buona struttura e fornire agli utenti un aiuto per muoversi senza che essi debbano pensare troppo (vedi "Don't make me think" di Steve Krug) vuol dire avere un'interfaccia di navigazione alla portata di tutti. Quando l'utente entra per la prima volta nel nostro sito, deve trovare subito le risposte a tre domande fondamentali: 1) dove mi trovo? 2) dove sono stato? 3) dove posso andare? E una buona struttura di un sito può rispondere a queste domande. Quando si parla della struttura di un sito web si parla di struttura gerarchica e di struttura ipertestuale e si inizia a progettare la navigazione dopo aver realizzato la categorizzazione dei contenuti e l'attività di labeling. In poche parole: catalogare i contenuti, raggrupparli, denominarli e stabilire le gerarchie. Un altro punto molto importante è rappresentato dall'allocazione dello spazio visuale su un sito web. Quando si progetta la struttura di navigazione, si deve fare attenzione che essa non superi il 20% dello spazio visuale totale allocato per il sito web,
19 agosto 2005 Struttura di navigazione. Tipi di menu di navigazione Di Alina Teleanu Criteri di valutazione dello studio a) Errori: Il menu 'Stile Yahoo' e il menu Drop-down hanno presentato il minor numero di errori generato dai partecipanti. b) Durata neccessaria: I partecipanti hanno impiegato più o meno lo stesso tempo, dunque questo non è stato preso in considerazione come un fattore negativo. c) Valutazione soggettiva: Positiva per tutti i tipi di menu, non si sono identificate differenze significative fra i metodi di navigazione, perciò questo criterio non è stato preso in considerazione. Per la valutazione finale l'unico criterio rimasto in piedi era il criterio che si basava sugli errori commessi durante lo studio dei 6 menu. Siccome il Menu 'Stile Yahoo' e il Menu Drop-down hanno presentato il minor numero di errori, la decisione finale ha riguardato uno di questi due menu.
19 agosto 2005 Struttura di navigazione. Tipi di menu di navigazione Di Alina Teleanu 6) Fly-out Menu: al passaggio del mouse questi sotto-menu si aprono automaticamente e si possono selezionare. Pro: - l'allocazione dello spazio visuale è più ridotta del Menu 'Stile Yahoo'. Contro: - l'accesso alle informazioni di alta priorità è molto lento/lungo, qui avviene tramite la soluzione 'due-click'; - l'utente non può vedere a colpo d'occhio tutte le scelte possibili, ma deve passare con il mouse sopra per aprire esplicitamente i sotto-menu e vedere poi le informazioni; - alcuni visitatori possono essere distratti e con il movimento del mouse su un'altra sotto-voce perdono la categoria che hanno selezionato.

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